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Google spiega all’Italia come arricchirsi con Internet

Nel 2009, secondo il rapporto “Google Economic Impact“, l’utilizzo degli strumenti di ricerca e di pubblicità di Google da parte delle aziende locali americane ha generato un’attività economica corrispondente a 54 miliardi di dollari. Lo scrive Laura Bononcini, Senior Policy Analyst di Google Italia, a proposito della recente visita in Italia di Hal Varian, Chief Economist di Google e professore emerito dell’Università di Berkeley.

Google sa certamente come fare soldi.

Aggiunge Laura Bonocini che il tema degli incontri italiani di Hal Varian è stato l’importante (e spesso troppo poco considerato) contributo che Internet può dare allo sviluppo dell’economia italiana, offrendo ad esempio agli autori nuove modalità di monetizzazione dei propri contenuti, alle aziende soluzioni innovative per razionalizzare le proprie attività, senza dimenticare la possibilità data agli utenti di accedere ad una quantità sempre crescente di informazioni.

Per esempio lo strumento Content ID di YouYube, che confronta i video caricati dagli utenti su YouTube con quelli forniti dai titolari dei diritti di riproduzione, permette a questi ultimi di scegliere se rimuoverli, monitorarne le visualizzazioni o trarne profitto attraverso meccanismi pubblicitari o di acquisto.

Il guru della strategia economica globale di Google ha parlato agli interlocutori italiani di analisi economica, diritto d’autore e prospettive del sistema operativo Android.

Hal Varian – aggiunge Laura Bononcini nel suo bilancio degli incontri italiani – ha illustrato la potenza delle ricerche online nell’individuazione delle tendenze economiche in atto. Nel rapporto Predicting the present with Google Trends si evidenzia come Google Trends e Google Insights for search diano alle imprese la possibilità di conoscere in tempo reale le tendenze di ricerca degli utenti collegate al loro settore di attività.

Hal Varian

Lo spiega bene Hal Varian nella sua intervista con Stefano Carli (Affari e Finanza, Repubblica): “Nell’auto, per esempio, incrociando dati, individuando gli algoritmi più adatti, abbiamo trovato che l’intensità delle ricerche legate ai marchi e ai modelli hanno anticipato quelli che sono stati poi a consuntivo i risultati delle vendite: lo abbiamo fatto con Chevrolet, Ford e Toyota. Abbiamo visto che una crescita nelle ricerche dell’1% dà mediamente una conseguente crescita dello 0,5% nelle vendite effettive. E’ facile immaginare i vantaggi di poter disporre di simili informazioni. Per esempio si può programmare meglio il grado di utilizzo degli impianti”.

Internet è prima di tutto una rivoluzione positiva che va incoraggiata e non combattuta – conclude Laura Bononcini – e la Rete non rappresenta una minaccia, bensì un’opportunità per lo sviluppo del nostro Paese.

Lo avranno capito, dalle nostre parti? A giudicare dalla politica imbelle per lo sviluppo della banda larga, non si direbbe.

Ringraziamo Pino Bruno per l’articolo.