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Google uProxy, date il vostro PC a chi ha qualcosa da dire

Insieme a Project Shield (Google alza gli scudi per difendere la libertà di espressione) Google ha presentato anche uProxy (http://uproxy.org/), servizio che promette di farci aggirare blocchi e censure di ogni tipo. Si presenta come estensione per Firefox e Google Chrome, che sarà disponibile prossimamente.

uProxy serve a raggiungere siti web che il governo di un certo paese ha deciso di rendere inaccessibili, o a proteggere il traffico da occhi indiscreti. Creato da ricercatori dell'Università di Washington e della società Brave New Software, è al momento in versione beta – disponibile solo per alcuni utenti.

"uProxy è un'estensione per browser che permette di condividere strade più sicure in Internet. È come un servizio VPN personalizzato che impostate per voi e i vostri amici. uProxy aiuta le persone a proteggersi tra loro da altri che potrebbero voler spiare, bloccare o reindirizzare le connessioni Internet", si legge sulla pagina ufficiale del servizio.

Sostanzialmente si può usare il proprio PC come server proxy, per dare ad altri la possibilità di usarlo come "porto sicuro" nelle proprie attività online. "Potete anche usarlo quando viaggiate, e siete preoccupati riguardo la sicurezza della connessione a Internet. Usando uProxy per instradare la connessione sul computer di casa, si può navigare come a casa".

I più esperti avranno notato che uProxy somiglia ad altri servizi già esistenti, come per esempio OpenVPN. Il punto è che Google non punta a proporre qualcosa di assolutamente nuovo, ma piuttosto a creare un prodotto facile da usare anche per chi non è particolarmente preparato. La differenza principale rispetto ad altri è che "uProxy non è un servizio centralizzato, quindi non si può bloccare. È nel browser, quindi si muove con te", spiegano le FAQ.

Ci sono anche dei rischi però, perché se si concede ad altri l'uso del proprio PC come "cancello" per Internet, si è responsabili anche di eventuali azioni illegali. uProxy, specifica poi Google, non è un servizio per la navigazione anonima come per esempio Tor – che è preferibile da questo punto di vista. E serve solo per la navigazione web, quindi non per il traffico P2P o altri usi.

Insieme a Project Shield, quindi, uProxy ha tutto l'aspetto di un sincero sforzo da parte di Google affinché Internet sia davvero un luogo per la libertà di espressione. È doveroso rilevare che per Google si tratta anche d'interesse economico, perché un Web più aperto significa più contenuti e più traffico – ma poco importa, se davvero questi strumenti serviranno a qualcuno che ne ha bisogno.

Sempre ricordando che libertà di espressione non si traduce nel pubblicare qualsiasi cosa ci passi per la testa. Non si può andare in giro a trollare allegramente solo perché convinti di averne il diritto, e non è questo lo spirito di uProxy. Perché il diritto di offendere e sparlare non ce l'ha nessuno, e a rimuovere certi contenuti non è il censore ma il buon samaritano.