Tom's Hardware Italia
Telco

Governo, attivati i Golden Power su Telecom Italia

Il Consiglio dei Ministri in sede di approvazione della legge di bilancio 2018 ha affrontato anche il tema del golden power, decidendo di attivarlo su Telecom Italia.

Telecom Italia sarà costretta a cambiare qualcosa nel suo assetto. La rete e il tema della sicurezza delle dorsali diventeranno protagoniste indiscusse del dibattito politico delle prossime settimane.

Pochi minuti fa il Consiglio dei Ministri ha autorizzato non a caso l'attivazione dei golden power per il caso TIM-Vivendi. I dettagli sono contenuti in un comunicato che sarà diffuso a fine giornata e solo dopo la sua lettura sarà possibile comprendere la portata dell'iniziativa. Ma le anticipazioni per ora indicano un rafforzamento delle norme e l'estensione dell'applicazione a settori ''ad alta intensità tecnologica quali, ad esempio, le infrastrutture critiche o sensibili''.

Il tema è quello dei delicati equilibri tra Governo e Telecom Italia, la posssibile societarizzazione della rete, il golden power, il futuro digitale del paese. Perché con il controllo dei francesi sulla prima telco del paese, il Governo Gentiloni non vuole scherzare.

telecomunicazioni 1

Sicuramente il tema della sicurezza legato a Sparkle e Telsy ha condizionato la decisione. La prima gestisce 560.000 km di dorsali sottomarine e terrestre che collegano l'Italia agli altri continenti. Con tutto quello che ne consegue per il routing internazionale delle telefonate e anche le comunicazioni dei servizi segreti e del governo. La seconda fornisce prodotti e servizi cifrati a enti governativi, aziende, etc.

Leggi anche: Golden power su Telecom Italia? Forse, ma non lo scorporo

Insomma, i cosidetti golden power che consentono al governo di blindare una società qualora sia in pericolo l'interesse nazionale verranno esercitati a ragione. La stessa Organizzazione per la Sicurezza, che coinvolge istituzioni pubbliche e aziende private, oggi è di fatto un pezzo di Telecom. Nessuno si è mai lamentato al riguardo sul fronte dell'efficienza, ma in sede governativa si parla per la prima volta di creare un organismo terzo di garanzia formato da esperti indicati dal Governo oppure dall'AGCOM.

telecom

Anche i tecnici che lavorano nell'attuale organismo sono alle dipendenze di Telecom. L'idea è che dovrebbero essere esterni, anche se magari selezionati fra le attuali file considerate le competenze acquisite negli anni.

L'altro fronte degno di nota è quello della rete di Telecom Italia. Il modello di riferimento a cui stanno guardando gli esperti di Palazzo Chigi è quello inglese, dove l'infrastruttura fa riferimento a una società indipendente da British Telecom.

fibra ottica telecom

"Lei lo sa quanto vale questa rete? Io non lo so", ha dichiarato ieri il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ospite di "1/ 2 h in più" di Lucia Annunziata. "Non voglio mettermi a fare una trattativa in cui il governo finisce con il regalare un sacco di soldi solo per ragioni di nazionalismo".

Leggi anche: I francesi controllano Telecom? Così è se vi pare

Il Ministro Calenda è per una separazione "societaria e legale" poi gestita con "criteri di neutralità e attenzione". Telecom però su questo fronte non è d'accordo anche se non esclude una "societarizzazione" stile Sparkle. Insomma, vorrebbe mantenere il controllo.

"Credo che vadano separate le due società. Dopodiché la proprietà può essere anche la stessa purché si rispettino determinate norme", ha dichiarato Calenda. Un dettaglio che sta approfondendo l'AGCOM su richiesta dello stesso ministro. Insomma la proprietà potrebbe essere la stessa "purché si rispettino determinate norme".

Aggiornamento. L'adozione del golden power, come si legge nella nota stampa del CdM, prevede una serie di prescrizioni e condizioni nei confronti di Vivendi. Fra queste alcune riguardano il mantenimento stabile sul territorio nazionale delle funzioni di gestione e sicurezza delle reti e dei servizi e delle forniture che supportano attività strategiche e "strategiche chiave.

"Alltre sono volte a garantire la continuità delle funzioni connesse alle attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale", si legge nella nota..

"Sono state inoltre previste condizioni volte ad assicurare assetti organizzativi dedicati alle attività aziendali rilevanti per la sicurezza nazionale, prevedendone la piena autonomia sia sotto il profilo economico-finanziario che di gestione del personale, attraverso l'assegnazione di una dotazione di risorse umane, finanziarie e strumentali idonee a garantire l'indipendenza della funzione".

Non meno importante garantire la presenza di un componente del Consiglio di amministrazione che sia munito di determinati requisiti e che abbia comunque l'assenso del Governo circa la sua idoneità all'incarico ai fini della tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale.

TIM ha reso noto di aver ricevuto la notifica del provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

"Tim prende atto che si tratta di misure in ambito governance ed organizzazione, parte delle quali già implementate dalla società; in particolare, la Presidenza del Consiglio dei Ministri impone a TIM, Sparkle e Telsy di rilasciare la delega delle funzioni relative alle attività aziendali rilevanti per la sicurezza nazionale ad un componente del Consiglio di Amministrazione di ciascuna delle citate società che sia cittadino italiano, sia munito di Nulla Osta di Sicurezza, e sia ritenuto per tale incarico idoneo dal Governo. La delega dovrà comprendere la responsabilità di un'apposita unità organizzativa (Organizzazione di Sicurezza) preposta alle attività rilevanti", si legge nella nota ufficiale.

"La sopra menzionata unità organizzativa, da coinvolgere nei processi di governance e in particolare in tutti i processi decisionali afferenti ad attività strategiche e alla rete, dovrà essere affidata a un funzionario alla sicurezza scelto in una terna di nominativi proposti dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri".

"Ciascuna delle società di cui sopra dovrà poi fornire preventiva informazione in merito ad ogni decisione che possa ridurre o cedere capacità tecnologiche, operative, industriali nelle attività strategiche".

Tim sta esaminando il provvedimento, avendo termine di 90 giorni per adeguarsi alle diverse prescrizioni. Successivamente, con cadenza semestrale, sarà obbligata a trasmettere una relazione con la quale comunicherà le misure adottate ai fini del rispetto delle diverse prescrizioni.