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Fotografia

Guida alla fotografia naturalistica, tanti consigli utili

Pagina 1: Guida alla fotografia naturalistica, tanti consigli utili

Gli scatti migliori non si riducono mai a semplice fortuna, sono viceversa il ri-sultato dell'esperienza di fotografi professionisti che ad essa si dedicano costantemente con grande impegno e passione. Come il caso di Marco Urso, Fujifilm X-Photographer che ci ha svelato alcuni segreti per ottenere risultati di sicuro effetto.

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Se in senso lato la fotografia naturalistica può includere anche altri generi accomunati dallo stesso fine, come ad esempio quella paesaggistica, in questo servizio ci focalizzeremo per semplicità sulla fauna.

Gli animali possono trovarsi allo stato selvatico, nel loro habitat naturale, o in cattività; chi è alle prime armi può iniziare sperimentando qualche soluzione "a portata di mano", meno dispendiosa in termini di tempo e meno onerosa in termini economici di un safari fotografico in qualche località esotica.

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Avete mai pensato, ad esempio, alla quantità di animali allo stato libero che si aggirano nei parchi e nei giardini delle città? Questa popolazione, per la diffidenza acquisita nei confronti dell'uomo, può essere a volte più difficile da fotografare che non la fauna selvatica africana!

Quindi, nella scelta dei luoghi, un buon punto di partenza potrebbe essere un parco cittadino, sapendo però a priori che dovremo "accontentarci" al massimo di qualche fringuello, papera, rana o scoiattolo. Specie più varie si trovano in alta montagna, nei boschi, dove se si è fortunati ci si può imbattere in cervi, stambecchi, marmotte, falchi ecc.

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In questa foto scattata con la Fujifilm X-Pro2 in abbinamento al Fujinon XF100-400mmF4.5-5.6, il fotografo Ben Cherry è stato in grado di riprendere questo cervo a debita distanza scattando a mano libera grazie all'efficace stabilizzatore ottico di cui è dotato l'obiettivo. Focale 400 mm, f/8, ISO 800, 1/500 sec., simulazione pellicola Velvia

Se puntiamo a qualcosa di più, potremo recarci ad esempio in una riserva avicola o voliera, all'oasi delle farfalle (un angolo di foresta tropicale dove poter ammirare specie rarissime e coloratissime) o in un delfinario, mettendo in conto la possibilità di dover assistere allo spettacolo più volte per studiare la composizione migliore onde evitare immagini banali.

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In Italia abbiamo la fortuna di avere bellissimi parchi faunistici, oasi naturali e zoo che vale assolutamente la pena di visitare, se non altro per passare una giornata immersi nella natura (quasi) incontaminata con la possibilità di rubare qualche scatto anche d'effetto. Nelle oasi l'avi fauna locale e autoctona trova infatti le condizioni ideali per poter stazionare, magari durante una migrazione. In questi luoghi ci potete trovare anche elefanti, leoni e coccodrilli. Che, in luoghi come il Safari Park di Pombia (NO), sono addirittura liberi. Ovviamente, per evidenti ragioni di sicurezza si gira solo in auto o in trenino!

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Foto di un avvoltoio scattata nella voliera di Locarno. Indispensabile la messa a fuoco e lo scatto continui. Nelle fotocamere prosumer di ultima generazione si può anche selezionare la sensibilità dell'AF, la capacità di tracking in funzione del tipo di movimento e come deve reagire nei confronti di un soggetto che entra improvvisamente nella scena andando a sovrapporsi a quello principale. Foto di Mauro Piatti.

L'ultima opzione che resta è ovviamente quella del safari fotografico, magari nella savana africana o, per i più audaci, nella foresta amazzonica. Per avventurarsi in questi luoghi anche al solo scopo di catturare alcune immagini d'effetto, è sempre bene farsi accompagnare da una guida. E mettere in conto tutti i possibili problemi e difficoltà cui si può andare incontro.