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Guida all’uso di una fotocamera reflex – Parte 1

Pagina 1: Guida all’uso di una fotocamera reflex – Parte 1
In questa guida, divisa in due parti, vi insegnamo le basi per il corretto utilizzo di una fotocamera reflex o prosumer.

Introduzione

Vi siete appena regalati una splendida fotocamera – magari una reflex – e in automatismo totale riuscite a scattare buone foto. I programmi di scatto manuali, però, vi intimoriscono un po': sapete che vi permetterebbero di raggiungere risultati ancora migliori, ma non sapete districarvi tra priorità di tempo, di diaframma o profondità di campo. In questo articolo, che equivale a un corso base di fotografia, spiegheremo tutto questo e vi insegneremo tutti i segreti di una fotocamera professionale o semi-professionale.

Canon EOS 1200D Canon EOS 1200D
Nikon D3100 Nikon D3100

Gli argomenti trattati sono di validità generale e si possono applicare, almeno parzialmente, anche a modelli di fotocamere poco sofisticati. Per completezza di trattazione, l'elenco dei programmi di scatto, delle caratteristiche tecniche e le immagini di esempio si riferiscono però ad apparecchi reflex, in particolare ad alcuni modelli Canon EOS a nostra disposizione.  


Clicca sull'immagine per ingrandirlaLa struttura di una moderna reflex digitale.

La luce

Lo scopo del fotografo è impressionare correttamente la pellicola (o il sensore), cioè far arrivare sulla pellicola o sul sensore la giusta quantità di luce. Qualsiasi macchina regola la quantità di luce che raggiunge sensore o pellicola tramite il tempo di posa, o tempo di apertura dell'otturatore, e l'apertura del diaframma, una sorta di "pupilla" contenuta all'interno dell'obbiettivo che può essere aperta o chiusa per permettere il passaggio di più o meno luce.

Immaginate di avere un bicchiere d'acqua da riempire fino all'orlo. In questo esempio, l'acqua equivale alla luce, il tempo in cui tenete aperto il rubinetto corrisponde al tempo di posa (o, brevemente, "tempo") e l'apertura del rubinetto equivale all'apertura del diaframma. É intuitivo che si può ottenere lo stesso riempimento, cioè la stessa esposizione, sia con tempi brevi e ampie aperture che, viceversa, con tempi lunghi e aperture più piccole. In entrambi i casi, la foto apparirà esposta correttamente, cioè ricca di dettagli sia nelle zone più chiare sia nelle zone più scure, ma il risultato finale sarà molto diverso. Tempi e diaframmi influenzano infatti due aspetti fondamentali della fotografia, vale a dire il movimento e la porzione di immagine che risulterà a fuoco (la cosiddetta profondità di campo). Il lavoro del fotografo consiste allora nello scegliere, tra le numerose possibilità, l'accoppiata tempo-diaframma che più si addice ai suoi scopi.