Sicurezza

Hacker ricatta una banca chiedendo Bitcoin

Di solito, i criminali informatici non fanno soldi direttamente con i dati che ottengono. Spessissimo, chi ruba i dati di carta di credito li rivende ad altri che poi provvedono a trarne dei soldi.

Allo stesso modo funziona con le credenziali bancarie. Chi le recupera ma non ha voglia di rischiare in prima persona, poi le rivende. Stavolta, però, c'è un curioso risvolto: chi ha recuperato i dati non ha voglia di usarli ma decide di esporsi lo stesso con un tentativo di estorsione abbastanza clamoroso.

Una volta era difficile entrare qui dentro, adesso le porte non sono più d'acciaio…

L'autore, secondo il sito Haaretz News, è il creatore di uno dei più grandi botnet malware nei network israeliani e ha minacciato direttamente tre delle maggiori banche del paese: la Israel Discount Bank, Bank Yahav e la Banca d'Israele.

Nell'articolo si legge che "le banche hanno ricevuto un messaggio nel quale il criminale  minacciava di vendere una lista di dettagli riguardanti la propria clientela se non avessero provveduto a erogare una certa somma in Bitcoin entro la fine della settimana successiva".

I database delle banche, i loro siti e network non sono stati direttamente violati in questo caso perché l'hacker ha collezionato quei dati nel tempo tramite l'operato della botnet che controllava. Infettando una quantità esorbitante di sistemi israeliani, ha recuperato informazioni personali, password, informazioni bancarie e di carte di credito di qualcosa come 3,7 milioni di utenti!!!

L'hacker, per non essere tracciato ha quindi chiesto il pagamento di una ingente somma di Bitcoin, che non essendo supportata dalle banche è sostanzialmente impossibile da tracciare, in quanto il trasferimento può avvenire anche peer to peer tra due persone lontanissime tra loro.

Le banche coinvolte hanno declinato di commentare il fatto e non sembrano esserne nemmeno particolarmente preoccupate, riportando il tutto alla polizia israeliana che ora ovviamente sta indagando.

Chissà se il criminale in questione credeva davvero di intascare del denaro in questo modo o se voleva solo "farsi un po' di pubblicità".