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HTC, Samsung, RIM, Nokia, Apple e Microsoft: chi spia?

Pagina 2: HTC, Samsung, RIM, Nokia, Apple e Microsoft: chi spia?

HTC, Samsung, RIM, Nokia, Apple e Microsoft: chi spia?

Quanto ai produttori di smartphone, il primo chiamato in causa è HTC, il marchio dello smartphone Android usato da Trevor Eckhart per la dimostrazione video che ha sollevato la questione. “Diversi operatori statunitensi richiedono Carrier IQ, quindi se i consumatori o i media hanno delle domande a riguardo, suggeriamo di contattare gli operatori. Vogliamo sottolineare che HTC non è cliente né partner di Carrier IQ e non riceve dati dall’applicazione, dall’azienda o dagli operatori che collaborano con Carrier IQ” ha fatto sapere il colosso taiwanese, prendendo le debite distanze dal paria del momento. “HTC sta sta indagando sulla possibilità di dare agli utenti la possibilità di sottrarsi alla raccolta di informazioni (opt-out)”.

Simile la risposta di Samsung. “Alcuni terminali Samsung includono Carrier IQ, ma è importante notare che Samsung aggiunge questo software su richieste dell’operatore telefonico. Un altro aspetto importante è che Samsung non riceve nessuna informazione sui consumatori dai telefoni dotati di Carrier IQ”.

Privacy e tecnologia sono sempre più lontani

Anche RIM ha preso le distanze. “RIM non installa Carrier IQ sugli smartphone BlackBerry, né autorizza gli operatori a installare l’applicazione di Carrier IQ prima della vendita o la distribuzione”. Un’affermazione consolante, ma che se letta con attenzione (non installa e non autorizza) non garantisce che IRQD non sia presente sui Blackberry.

Carrier IQ non integra i propri prodotti sui dispositivi Nokia” ha detto invece un portavoce dell’azienda finlandese. Una dichiarazione asciutta, che anche in questo caso lascia spazio a possibili fraintendimenti. Non lo installa Carrier IQ (né Nokia si suppone), e gli operatori che vendono telefoni Nokia?

Apple ha invece ha confermato quanto era già emerso ieri, ricordando che iOS si è scrollato di dosso Carrier IQ con la recente versione 5. Qualche informazione si può raccogliere e spedire, ma ora l’utente ha controllo su questo aspetto. E in futuro le cose andranno ancora meglio.

Abbiamo smesso di usare Carrier IQ con iOS 5 nella maggior parte dei nostri prodotti e lo rimuoveremo completamente in futuri aggiornamenti. Il cliente deve accettare esplicitamente l’invio di dati diagnostici ad Apple, e se lo fanno le informazioni sono crittografate e anonime, e non includono dati personali. Non abbiamo mai registrato la tastiera, messaggi o altri dati personali per la diagnostica, e non pensiamo di farlo in futuro” recita il comunicato stampa dell’azienda guidata da Tim Cook, ancora una volta diretto al WSJ.

Mosca bianca del gruppo è Microsoft, che invece sembra in grado di garantire che Windows Phone è libero dal rootkit. “Visto che la gente sta chiedendo, i telefoni Windows Phone non hanno Carrier IQ”, ha scritto Joe Belfiore (gestione del progetto WP) su Twitter.

Sembrerebbe insomma che il problema – se di problema si tratta – riguardi in gran parte i telefoni Android, se si vuole dare piena fiducia alle dichiarazioni di Nokia, RIM e Microsoft.

A questo proposito la dichiarazione di Google non ci sembra delle migliori. “Non abbiamo relazioni con Carrier IQ. Android è open source, e non abbiamo controllo su ciò che fanno gli operatori o i costruttori per personalizzare i loro dispositivi”. Il che è perfettamente vero, tanto che gli smartphone della famiglia Nexus si sono rivelati subito privi del rootkit in questione.

Il rapporto tra Google, i costruttori e gli operatori meriterebbe una discussione a parte, legata alla frammentazione di Android e alla frequenza degli aggiornamenti, ma è un problema noto trattato più volte.