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Huawei ha iniziato a produrre stazioni radio base 5G senza tecnologia USA

Huawei ha confermato di aver già avviato la produzione di stazioni radio base 5G (BTS) prive di componenti statunitensi. Ieri l’AD e fondatore dell’azienda Ren Zhenfei ha dichiarato che da ottobre l’azienda inizierà a sfornare 5.000 stazioni al mese mentre a partire dal 2020 il ritmo verrà raddoppiato per raggiungere le 1,5 milioni di unità all’anno.

Insomma Huawei ha individuato la via di uscita per aggirare l’embargo statunitense, che non le permette più di acquistare tecnologie statunitensi o relative licenze. “Abbiamo portato avanti test ad agosto e settembre, e a partire da ottobre inizieremo una produzione in scala di 5mila unità al mese”, ha confermato Ren durante un forum a cui ha partecipato. “Quindi la capacità di quest’anno sarà di 600mila unità e ci aspettiamo di arrivare il prossimo anno a 1,5 milioni”.

Ren ha assicurato a Reuters che la qualità di queste apparecchiature non è inferiore a quella precedente e che l’azienda “ha avuto sorprese positive”. Rimane la speranza di poter impiegare nuovamente le tecnologie statunitensi ma soprattutto per un “legame emotivo” stabilito da tempo con i fornitori d’oltreoceano.

Per quanto riguarda la possibilità di vendere la tecnologia 5G dell’azienda, compresi brevetti, codice, progetti e know-how di produzione, a un’azienda o un consorzio occidentale, oggi si parla anche della eventuale concessione in licenza a una realtà statunitense. Zen ha sottolineato che sarebbe disposto a cedere anche il know-how legato alla progettazione dei chip, senza timore degli effetti collaterali sulla concorrenza.