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Huawei spenderà 40 mld di dollari in forniture europee, addio “Made in USA”

Huawei ha confermato che punterà sulle forniture europee per far fronte alla blacklist statunitense.

Huawei nei prossimi cinque anni si affiderà a fornitori europei per sostituire quelli statunitensi. Ieri il Gruppo cinese ha confermato all’agenzia Agence France Presse (AFP) che prevede una spesa di 40 miliardi di dollari nel Vecchio Continente, anche se in verità per quanto riguarda le apparecchiature 5G “non ha più alcun prodotto americano”. Da ricordare che in tal senso l’azienda ha annunciato a metà ottobre di aver fornito oltre 400.000 antenne 5G in tutto il mondo a circa 60 clienti, di cui oltre la metà in Europa.

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La “lista delle entità” del Dipartimento del Commercio USA che include le aziende (fra cui Huawei) a cui non è permesso acquistare tecnologie e licenze statunitensi diventerà tassativa a partire dal 17 novembre. L’unica possibilità sarà quella di sfruttare speciali licenze che Washington si appresta a rilasciare, ma che sono anche condizionate dalle trattative commerciali in corso con la Cina.

Oltreoceano, come ricorda The Brussels Times, Qualcomm, Intel, Micron o Google rischiano di perdere quei 10 miliardi di dollari di commesse che ogni anno il colosso cinese spende per i loro semiconduttori, pezzi di ricambio e servizi per smartphone e apparecchiature di rete. L’azienda infatti ha confermato che sta aumentando gli ordini di acquisto in Cina, Giappone ed Europa in modo che le sue catene di produzione non subiscano contraccolpi.

Un altro fronte di sviluppo riguarda l’intenzione di Huawei di creare un cloud europeo sovrano, che permetterebbe l’archiviazione e l’elaborazione di dati online bypassando le infrastrutture statunitensi. Attualmente sta collaborando con Orange francese e Telefonica in Spagna.

“Al di fuori dell’Europa, forniamo il nostro servizio, ma nel continente la nostra strategia si basa sullo sviluppo congiunto con i nostri partner”, ha affermato Ernest Lin Zhang, presidente delle attività enterprise di Huawei in Europa. “Offriamo loro il supporto per sviluppare i propri servizi cloud.”

“Se i clienti passano attraverso questi operatori, ne scelgono uno europeo e i dati vengono archiviati in Europa. Non abbiamo assolutamente accesso ad essi. È gestito totalmente dai nostri partner”. Insomma, una risposta alla crescente preoccupazione comunitaria sul potere delle imprese americane nel segmento cloud.