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Droni

I droni voleranno sotto gli occhi vigili dei controllori del traffico aereo

Ci saranno sempre più droni in volo sulle nostre teste, ma la tecnologia permetterà di tenerli sotto costante controllo. Progetti negli Stati Uniti e in Europa. In Italia, a Ivrea, si lavora al rilevatore automatico di ostacoli.

Sareste più tranquilli se anche per i droni ci fosse un controllo del traffico aereo, così come avviene per i velivoli con i piloti a bordo? Oggi in tutto il mondo gli aerei a pilotaggio remoto (APR) per usi civili possono volare soltanto "a vista", cioè l'operatore non può mai perderli d'occhio. Un limite dettato dalla sicurezza, che però frena in partenza lo sviluppo dell'industria del settore e l'utilizzo dei droni per attività di lavoro. Norme e regolamenti non servono a nulla, se non ci sono anche gli strumenti per farli rispettare. Di questo sono consapevoli tutti i protagonisti.

L'Unione Europea, ad esempio, qualche giorno fa ha chiarito la sua posizione con la "Dichiarazione di Riga sui droni per usi civili": ci vogliono norme internazionali grazie alle quali sia possibile identificare il pilota o l'operatore di un drone. È necessaria una carta d'identità elettronica per ogni drone e gli oggetti volanti devono avere una polizza assicurativa come gli altri mezzi di trasporto. Quando si fa volare un drone in spazio aereo vietato, lo si pilota con manovre pericolose o lo si utilizza per commettere reati, le autorità devono essere in grado di agire e individuare l'operatore.

droni

Troppi droni in volo? Sarà necessario il controllo del traffico aereo?

Già, ma come fare? L'anno scorso Tom's Hardware vi ha parlato del progetto della NASA per la creazione di un sistema di gestione per i veicoli che volano a 400 – 500 metri da terra, ossia di gran lunga inferiore alla quota di crociera di un aereo convenzionale. In questi giorni si è saputo qualcosa di più. La NASA ha coinvolto molte aziende, università e agenzie federali. Tra queste c'è anche l'industria Exelis Inc., che con i suoi prodotti Symphony UAS-Vue e RangeVue monitora il volo degli aerei tradizionali elaborando i dati forniti da 650 stazioni terrestri. Queste stesse stazioni, opportunamente attrezzate per le basse quote, permetterebbero di controllare anche il volo dei droni.

controllo del traffico aereo

Il sistema, una volta messo a punto, dovrebbe essere capace di verificare la presenza di traffico a bassa quota, e allo stesso tempo aiutare i piccoli velivoli senza pilota a non schiantarsi contro edifici, droni e altri ostacoli. I dati dovrebbero inoltre incrociarsi con le previsioni meteo, perché avverse condizioni meteorologiche potrebbero abbattere un drone.

Drone Fly Zone

Drone Fly Zone

Anche in Europa ci si sta muovendo sullo stesso terreno. La rivista italiana Dronezine racconta dell'esperimento del consorzio francese TEMPAERIS per gestire il volo di un APR nell'ambito del circuito di atterraggio dell'aeroporto civile di Bordeaux-Merignac. I comandi del velivolo erano tutti gestiti dalla stazione a terra, anche se a bordo del MCR4S c'era comunque un pilota vero, pronto a intervenire in caso di emergenza. È stata simulata ogni sorta di avaria (perdita di collegamento radio, avaria del GPS, eccetera) e l'esperimento – hanno detto gli organizzatori – è perfettamente riuscito.

controllo del traffico aereo in futuro

Il futuro del controllo del traffico aereo secondo la NASA

In Italia, invece, si sta lavorando ai rilevatori di ostacoli in volo, con un progetto del FabLab Ivrea basato su software open source e hardware Arduino. I ricercatori piemontesi proseguono così la loro attività per incrementare la sicurezza dei droni.

Ci vorrà tempo perché tutti questi progetti vedano la luce, ma possiamo star certi che per i droni ci sarà un futuro. Anche in Italia, dove venerdì prossimo nascerà il Forum permanente delle Associazioni SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), per iniziativa di Assorpas, Fiapr, Uasit e Aidroni.

Sarà un'occasione per chiedere all'ENAC di modificare l'attuale regolamento, che più che far volare i droni li costringe a terra per eccesso di burocrazia