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Spazio e Scienze

i-Gym, una palestra hi-tech per bambini non vedenti e ipovedenti

Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale di Pavia e l'Istituto Italiano di Tecnologia hanno dato vita ad i-Gym, la prima palestra tecnologica per bambini con difetti visivi.

Secondo una stima del 2010 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa il 4% della popolazione mondiale (285 milioni di persone) è affetta da gravi disabilità visive. Di questi, 18,9 milioni sono bambini (17,5 ipovedenti; 1,4 milioni non vedenti). Queste disabilità, in una fascia di età che va dai 0 ai 18 anni, possono causare gravi problemi alle funzioni motorie, sociali e cognitive.

A Pavia, nella giornata di ieri, è stato dato il via a un importantissimo progetto: i-Gym, la primissima palestra interattiva e multisensoriale in Italia. Si tratta di un progetto di 5 anni da un milione di euro, nato dall’accordo tra l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e la Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale di Pavia.

Il progetto è coordinato da Sabrina Signorini, del Centro di neuroftalmologia dell’età evolutiva della Fondazione Mondino, e Monica Gori, dell’Unità di ricerca per persone con disabilità visiva dell’IIT.

Lo scopo di i-Gym è di sviluppare nuove tecnologie basate sui sistemi multisensoriali che, tramite l’uso contemporaneo di udito e tatto, permetteranno di rendere tecnologici approcci riabilitativi tradizionali. Ad oggi non esistono dispositivi in grado di aiutare i bambini ipovedenti e non vedenti sin dalla nascita, ed è dunque importantissimo intervenire in tempi precoci per favorire il corretto sviluppo dei bambini.

Migliorare il modo in cui percepiscono il mondo esterno li aiuta non solo a sviluppare capacità motorie in tempo più brevi, si pensi che ad oggi sviluppano queste capacità anche con un anno di ritardo rispetto ai bambini non affetti da queste disabilità, ma anche a permettere loro di affinare capacità sociali in modo che la disabilità sia il meno impattante possibile.

I pazienti dell’i-Gym saranno supportati da una equipe di medici e riabilitatori professionisti della Fondazione Mondino, affiancati da ricercatori dell’IIT specializzati nel campo delle tecnologie per le disabilità.

In questi 5 anni i ricercatori cercheranno di sviluppare nuove tecnologie all’avanguardia per “fornire nuovi strumenti diagnostici e riabilitativi utili a una miglior comprensione degli aspetti sensoriali e neuropsichici globali del bambino con deficit visivo e della sua cura con il fine ultimo di migliorare il suo sviluppo, la qualità di vita, l’autonomia e l’interazione sociale”, questo è quanto dichiarato da Monica Gori.

Uno dei primi progetti in fase di sviluppo è una nuova versione del videogame Pacman, progetto che aiuterà i neonati con deficit visivo ad imparare a camminare e a muoversi nello spazio esterno grazie alla guida di sensori, che saranno indossati dai bambini e che forniranno loro stimoli multisensoriali per accompagnarli nel loro tragitto. Verranno progettate colonne sensoriali che grazie a luci, colori e vibrazioni interagiranno con i bambini tramite i sensori e li aiuteranno nel loro processo di verticalizzazione.

I risultati raggiunti saranno importantissimi per consentire a questa palestra tecnologica di uscire dai 60 metri quadrati in cui è confinata al momento ed arrivare negli ospedali e magari anche nelle abitazioni.