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I lombrichi mangiano metalli e producono punti quantici

Persino i comuni lombrichi possono partecipare alla produzione elettronica moderna: basta nutrirli con terreno arricchito dei metalli giusti ed ecco che nei loro escrementi troviamo dei cosiddetti "punti quantici". È quanto hanno scoperto i ricercatori del King's College di Londra, dove si è tenuto questo curioso esperimento. Nello specifico, i vermi si potrebbero usare per creare telluluro di cadmio.

Gli scienziati hanno avuto questa idea riflettendo sulle capacità depurative del lombrico, che può isolare le tossine dagli alimenti, confinandole in una zona speciale del proprio apparato digerente. Tale capacità, hanno pensato, poteva servire per creare combinazioni di metalli in scala nanometrica durante il processo. Ed ecco così i punti quantici. Un'idea semplice e brillante.

Nel prossimo gioco saranno armati di nanotecnologie autoprodotte

Hanno così alimentato i lombrichi con terreno arricchito di telluluro di sodio e cloruro di cadmio, per undici giorni. I lombrichi hanno effettivamente "disintossicato" il cibo dai metalli, e nei loro escrementi c'erano i punti quantici di telluluro di cadmio idrosolubili.

Stando a Wikipedia, "un punto quantico (quantum dot) è una nanostruttura formata da un'inclusione di un materiale semiconduttore, con una certa banda proibita e con dimensioni tipiche comparabili alla lunghezza d'onda di De Broglie, all'interno di un altro semiconduttore con banda proibita più grande. Tale struttura genera un pozzo di potenziale tridimensionale che confina i portatori di carica (elettroni e lacune) in una piccola regione di spazio in cui i livelli energetici divengono discreti. Quest'ultima proprietà ha portato all'associazione tra punti quantici ed atomi generando lo pseudonimo atomi artificiale".

Quanto all'uso, i punti quantici rappresentato la base dei qubit, l'unità minima del calcolo quantistico. Il punto quantico è inoltre interessante anche per la capacità di emettere ed assorbire luce, il che lo rende interessante per produrre LED, materiali fotovoltaici e laser piccolissimi.

I punti quantici ottenuti con l'esperimento inglese, grazie all'idrosolubilità, sono promettenti anche come strumenti diagnostici perché capaci di legarsi al tessuto biologico e poi brillare; nelle giuste condizioni potrebbero evidenziare cellule cancerogene o altre anomalie.

La giusta dieta può far miracoli per la linea

In ogni caso l'idea di usare esseri viventi per produrre materiali di sintesi non è nuova, ma anzi una vera e propria tendenza nelle biotecnologie, o bionanotecnologie. E infatti gli scienziati non scartano l'idea che sia possibile ottenere risultati simili anche con organismi diversi dai lombrichi, perché dopotutto tutti gli esseri viventi filtrano e trasformano ciò che mangiano.

È ciò che fa il nostro fegato per esempio, ma probabilmente non sono molte le persone disposte a ingerire metalli potenzialmente pericolosi per amor di scienza.