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Sicurezza

I servizi segreti polacchi hanno arrestato un dipendente di Huawei e un esperto di cyber-sicurezza di Orange Polska

I servizi segreti polacchi hanno avviato un’operazione che oggi, secondo l’agenzia Reuters, si è concretizzata con l’arresto di un dipendente cinese di Huawei e un cittadino polacco legato professionalmente all’operatore Orange Polska. I media nazionali riportano che i due arrestati sarebbero al centro di un’indagine per cyber-spionaggio. Non è chiaro però al momento se si tratti di un comportamento illecito di singoli oppure sia coinvolta direttamene l’azienda.

Ad ogni modo il canale televisivo polacco TVP ha confermato che i servizi segreti avrebbero perquisito sia la sede locale di Huawei che gli uffici di Orange Polska. Quest’ultima, pur confermando la massima collaborazione con l’autorità, ha sottolineato di non sapere se l’indagine sia legata all’attività lavorativa del dipendente. Secondo la stampa anche la sede del Garante delle Comunicazioni sarebbe stata controllata, ma i funzionari hanno negato.

“Siamo consapevoli della situazione e la stiamo esaminando. Non abbiamo commenti per il momento. Huawei rispetta tutte le leggi e le normative applicabili nei paesi in cui opera e chiediamo a tutti i dipendenti di rispettare le leggi e le normative vigenti nei paesi in cui si trovano”, si legge nella nota ufficiale dell’azienda. A stretto giro il Ministro degli Esteri cinese ha dichiarato di essere molto preoccupato per la situazione ed esortato la Polonia a trattare il caso equamente.

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A questo punto viene da chiedersi se l’intera operazione abbia a che fare con le preoccupazioni sollevate recentemente da Washington sulla presunta connivenza tra Huawei e il Governo cinese in relazione ad attività di spionaggio attuabili tramite “backdoor” sulle apparecchiature di telecomunicazione. L’azienda ha sempre negato, ma diversi Paesi hanno iniziato a vietare l’impiego delle forniture Huawei per lo sviluppo delle reti 5G. Inoltre recentemente è stata arrestata in Canada e successivamente rilasciata su cauzione un’alta dirigente dell’azienda  con l’accusa di aver contribuito alla violazione dell’embargo commerciale nei confronti di paesi in black-list, come ad esempio l’Iran.

“Il cittadino cinese è un uomo d’affari che lavora in un’importante società di elettronica … il polacco è una persona nota negli ambienti associati al cyber-business”, ha dichiarato il responsabile dei Servizi Speciali Maciej Wąsik all’agenzia PAP, stando a quanto riporta il Guardian.

TVP sostiene che il polacco arrestato sia un agente dei servizi segreti, l’Agenzia però non ha risposto al tentativo di Reuters di ottenere conferma.