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Il 45% dei lavoratori digitali soffre di tecnostress

Un recente studio ha messo in rilievo i problemi di cui soffrono i lavoratori digitali, dal mal di testa agli attacchi di panico.

Mobile workers e lavoratori digitali possono indubbiamente avere molti vantaggi rispetto a chi svolge lavori più tradizionali, ma non sono solo rose e fiori. Un recente studio svolto su un campione di 1.009 mobile workers da Netdipendenza Onlus in collaborazione con l'Associazione italiana formatori salute e sicurezza sul lavoro (Aifos) e anticipata dall'Adnkronos Salute mostrerebbe infatti che ben il 45% di chi per lavoro utilizza quotidianamente tablet, smartphone e PC soffre di diversi disturbi, più o meno gravi.

Si va dal semplice mal di testa al nervosismo, fino a cali di concentrazione, stanchezza, umore nero, gastrite e perfino ansia e attacchi di panico. Insomma un ventaglio di disturbi variegato, che viene convenzionalmente raccolto sotto l'etichetta di tecnostress, riconosciuto come nuova malattia professionale nel 2007, in seguito a una sentenza della Procura di Torino.

Tecnostress e iperconnessione gli effetti collaterali dell uso smodato dei new media

"L'uso eccessivo di questi dispositivi può favorire rischi per la salute", ha spiegato Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus, che mette in guardia anche dai rischi dell'elettrosmog, cioè l'esposizione prolungata ai campi elettromagnetici emessi da smartphone e tablet.

"La maggior parte degli interpellati usa un computer connesso alla Rete per 8 ore al giorno (18,4%), ma c'è anche chi arriva a 10 ore (9,8%) e chi addirittura oscilla tra le 12 e 16 ore (complessivamente il 6% circa). Il 64,1%, inoltre, usa lo smartphone un'ora al giorno per conversazioni di lavoro (circa 30 ore al mese), anche nel week'end. Alcuni lavoratori arrivano a usare lo smartphone anche 6 ore al giorno, con pause di 30 minuti. L'uso del tablet per motivi di lavoro invece non è ancora così diffuso. Infatti solo il 36,9% lo usa abitualmente almeno un'ora al giorno, con punte massime di 4 ore", riporta Adnkronos.

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"Ormai molti lavoratori sono iperconnessi: non staccano mai la spina e dichiarano di usare computer, smartphone e tablet anche la sera a letto per motivi professionali (complessivamente il 66,5% circa), o il sabato e la domenica (circa il 90%). Il 65,5% è consapevole dei rischi dei campi elettromagnetici correlati all'uso dei dispositivi mobili, ma non può farne a meno. Anche con il mal di testa. L'87% confessa che l'overdose di tecnologia gli provoca affaticamento mentale. Tra questi, l'8,7% lamenta seri problemi alla salute e il 39,6% problemi occasionali: in tutto, dunque, il 45% dei lavoratori fa i conti con acciacchi e disturbi da tecnostress".

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Ma cosa fare per prevenire l'insorgere di questi problemi? Netdipendenza Onlus consiglia anzitutto di rispettare le pause previste dalla legge per chi lavora al computer e formare maggiormente i lavoratori riguardo ai rischi del tecnostress e dei campi elettromagnetici. Appena possibile inoltre la soluzione è una sola: spegnere PC, smartphone e tablet, allontanarsi dalla postazione di lavoro, staccare la spina nel week end, passeggiare a contatto con la natura e dedicarsi ad attività rilassanti. Ce la faremo?