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Il 5G scalda i motori, Italia all’avanguardia con Telecom

Telecom Italia è cambiata. A sentirla parlare di 5G si ha l'impressione che la polverosa mentalità da monopolista (che gli affibbiano molti italiani) appartenga davvero a un remoto passato. Gabriela Styf Sjoman, la nuova Responsabile Engineering & TILab di Telecom Italia, ieri durante il meeting internazionale di Torino "5G: what's myth and reality", ha spiegato che non è più tempo di giochi sulla difensiva. Chi immagina ancora una Telecom Italia, o meglio una TIM, arroccata su rendite di posizione sbaglia.

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Huawei 5G Ultra Node – small cell

Ieri presso lo storico centro di ricerche di Telecom – appunto TILab – operatori telefonici ed esperti del settore si sono incontrati per "definire gli scenari e gli orientamenti emergenti nel panorama internazionale". Protagonista il 5G, ovvero l'ultima rivoluzione mobile che consentirà dal 2020 capacità fino a 10 Gbit/s (centinaia di volte maggiore del 4G), ma anche di connettere un altissimo numero di dispositivi per km2 (fino anche a centinaia di migliaia) e con prestazioni di latenza bassissima, dell'ordine del millisecondo.

Hanno partecipato Sandro Dionisi – Responsabile Global Advisor Services; Rachid El Attachi – Head of Network Strategy di Deutsche Telekom; Jonas Näslund – Head of Radio Strategy di Ericsson, Maziar Nekovee – 5G Europe Chief Researcher di Samsung, Arnaud Vanparys – Head of Network Innovation di Orange, Artur Wachtel – 5G Global Strategy Supervisor di Huawei, Volker Ziegler – Chief Architect Technology and Innovation di Nokia. Senza contare Roberto Opilio – Direttore Operations di Telecom Italia.

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Virtual RAN

Tema caldissimo quello dello standard. Ben più affascinanti però i primi prototipi realizzati dai laboratori del TILab e dai principali player tecnologici. È il caso del primo prototipo di Virtual RAN basato su un progetto open source, in collaborazione con l'Università di Pisa, che realizza una rete radio ultrabroadband su un normale PC.

In pratica rientra nel progetto NFV (Network Functions Virtualization), ovvero la possibilità di sganciarsi dalle piattaforme hardware proprietarie e applicazioni correlate. Domani Telecom potrebbe disporre di apparati custom "generici" che potrebbero ospitare applicazioni di rete open source più flessibili e facilmente aggiornabili. Il tutto facendo leva anche su una nuova community di sviluppatori.

Oggi le telco dipendono dai fornitori e dispongono di un margine operativo limitato. Domani con soluzioni di questo tipo saranno in grado di decidere in autonomia ogni parametro, frontiera di sviluppo e gestione.

"L'adozione di strumenti di gestione del mondo cloud abilita, nel contempo, il controllo e l'automatizzare delle isole virtualizzate di rete distribuite geograficamente sul territorio", ricorda Telecom Italia.

Il secondo prototipo degno di nota è senza dubbio quello della startup statunitense KUMU, su cui Telecom sembra puntare molto.

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Full-Duplex LTE Relay Node

E' un dispositivo radio con trasmissione full duplex per micro-celle. Cosa vuol dire? Semplicemente che su una stessa frequenza – a prescindere che si parli di LTE o 5G – è possibile far viaggiare in contemporanea le trasmissioni downlink e uplink tra antenna e terminale. Ottenendo un livello di efficienza doppio rispetto al normale. Il primo prodotto commerciale è previsto per il 2016.

Huawei, partner di riferimento per TIM in ambito di rete e non solo, ha mostrato il prototipo 5G Ultra Node. Una Small cell 5G in grado di offrire fino a 100 Gbit/s utilizzando altissime frequenze (E-band sotto i 6 GHz). In sostanza per la 5G saranno impiegate tante piccole antenne a causa dei limiti fisici imposti dalle frequenze: si parla di una per palazzina almeno. Tutte poi faranno riferimento a stazioni radio più grandi, come avviene con LTE, 3G e 2G.

La peculiarità della 5G Ultra Node è di riuscire anche a convergere il fascio di trasmissione in base alle esigenze del singolo utente. Ad esempio, se nell'area di copertura dovessero essere presenti due utenti, uno alle prese con le mail e l'altro intento a riprodurre un filmato ad altissima risoluzione, la cella potrebbe fornire più banda al secondo. E questo varrebbe anche in fase di spostamento.

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Nokia invece ha mostrato una simulazione interattiva in 3D di alcuni scenari applicativi consentiti dal 5G. Su tutti quello della gestione della frenata automatica dei veicoli in ambito metropolitano. La qualità del 5G di poter ridurre potenzialmente i tempi di latenza sotto il singolo millisecondo dovrebbe consentire in caso di brusca frenata di comunicare ad altri mezzi che seguono incolonnati quanto sta avvenendo avanti e reagire prontamente.

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Nokia concept

Allo stesso tempo una sistema di micro celle montate sugli arredi urbani potrebbe fornire ulteriori dati in tempo reale per consentire ai mezzi di variare alcuni parametri, come ad esempio il calcolo del coefficiente di attrito a terra in relazione alle condizioni atmosferiche.

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Infine bisogna citare il concetto di RAN-as-a-Service, Progetto europeo iJOIN. Una dimostrazione di soluzione interamente in cloud di accesso radio, decoder e computational Aware Scheduler, realizzato su un normale server. Una nuova forma d'onda 5G di Alcatel-Lucent dove la modulazione UF-OFDM consente di gestire contemporaneamente traffico a larga banda e traffico a piccoli pacchetti (burst) quale quello generato da molte applicazioni dell'Internet delle Cose. Il prototipo di antenna NEC con MIMO "massivo" per small cell 5G. E la prima dimostrazione Samsung di trasmissione 5G in mobilità a 1,2 Gbit/s in mobilità, a 110 km/h, impiegando la frequenze a 28GHz.

TIM, con questa iniziativa, vuole conquistare una posizione di avanguardia europea nella ricerca e nel processo di definizione dello standard del 5G, nell'ambito dei gruppi d'interesse e standard internazionali (NGMN, 3GPP, ITU), dei progetti europei (es. iJoin, MiWaves e i nuovi XHaul, FlexGware, FANTASTIC5G e METIS 2) e attraverso iniziative sperimentali sviluppate anche con alcune università. Forte dei suoi 3mila brevetti che la rendono come portfolio seconda in Europa e quinta nel mondo.

D'altronde pochi sanno che il lavoro di sviluppo della 5G al TiLab di Torino è iniziato nel 2012.