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Il centro Amazon italiano apre le porte al pubblico

D'ora in poi ogni terzo giovedì del mese sarà possibile visitare i centri di distribuzione Amazon europei, compreso quello italiano. A Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, la nuova struttura è pienamente operativa dal 2 maggio 2014 – il precedente magazzino aperto nel 2011 non era più adeguato alle esigenze del mercato italiano.

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"Ora il Centro di Distribuzione apre le porte al pubblico e dal 18 giugno sarà possibile effettuare un tour alla scoperta del dietro le quinte di Amazon", si legge sulla nota ufficiale. "Per registrarsi è sufficiente collegarsi al sito amazontours.it e compilare il modulo di iscrizione".

I tour si svolgeranno ogni terzo giovedì del mese e saranno aperti a tutti i clienti con età superiore ai sei anni. Ogni tour avrà la durata di circa un'ora e il numero massimo di partecipanti sarà di 30 persone alla volta.

"Vogliamo offrire l'opportunità a tutti di scoprire cosa accade dopo aver cliccato Acquista sul sito Amazon.it", ha dichiarato Tareq Rajjal, Amministratore Delegato di Amazon Italia Logistica. "Poter vedere da vicino il modo in cui i nostri addetti spediscono decine di milioni di pacchi ogni anno suscita molta curiosità. Siamo molto orgogliosi dell'impegno che ognuno dei nostri 600 dipendenti mette nel servire i clienti all'interno dei nostri magazzini e permettere ai visitatori di osservare la nostra attività da vicino è il modo migliore per riconoscere i loro risultati".

Da rilevare che il polo piacentino ormai si distingue come uno fra i più innovativi. Ad esempio lunedì 15 dicembre 2014 è riuscito a gestire la spedizione record di oltre 249.137 unità in Italia e in oltre 50 diversi paesi esteri. Sono stati così evasi 396.261 ordini di clienti, al ritmo di oltre 4 al secondo.

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"Con il programma Spedizione Mattino, 1.301 CAP italiani possono ricevere il prodotto entro le ore 12.00 del giorno successivo. Mentre con Spedizione Sera la consegna è possibile nella stessa giornata in 44 codici postali del milanese", ricorda Amazon.

Nel frattempo, a dimostrazione che il tema della gestione fiscale si fa sempre più delicato, si è avuto conferma della decisione di Amazon di affrontare e risolvere la questione IVA. Dal primo maggio non si affida più al meccanismo dell'inversione contabile (reverse charge) non solo in Italia – come avevamo anticipato – ma anche nel Regno Unito, Germania e Spagna.

In pratica l'IVA viene sempre addebitata in fattura e quindi non sarà più possibile, per i detentori di Partita IVA, comprare oggetti di qualsiasi tipo e scaricare indebitamente l'imposta.