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Il governo italiano tassa Bitcoin del 20% a sua insaputa

La nuova tassa sui bonifici dall'estero potrebbe colpire tutti gli investimenti in Bitcoin.

Dal prossimo giugno ogni bonifico ricevuto dall'estero sarà tassato del 20%, a meno che non si dimostri "che le somme non hanno natura di compenso reddituale", scriveva Stefano Mazzocchi sul Sole 24 Ore qualche giorno fa. La norma doveva entrare in vigore dal primo febbraio 2014 ed essere retroattiva, ma è stata poi posticipata a luglio 2014.

Quello che i legislatori non hanno considerato (o forse sì) è l'impatto di questa novità sui Bitcoin e sulle criptovalute in generale. Sì perché questa nuova tassa si applica anche ai prelievi da exchange come Mt.Gox, Bitstamp e altri.

Non è un paese per Bitcoin

In un primo momento alcuni avevano pensato a Bitcoin come soluzione per aggirare il nuovo balzello, ma Franco Cimatti, presidente di Bitcoin Foundation Italia, ha subito smorzato gli entusiasmi. Intervistato da Pete Rizzo di Coindesk l'esperto ha infatti spiegato che un prelievo è un trasferimento dall'estero soggetto alla tassa del 20%.

Questi servizi infatti sono fuori dall'Italia, quasi tutti. L'utente si registra e crea una conto virtuale con cui commerciare BTC; se poi a un certo punto vuole di nuovo trasferire denaro sul proprio CC bancario, ecco che il trasferimento rientra nella casistica della nuova legge, sempre che si stia usando un conto personale e non aziendale.

Fortunatamente ci sono però ancora diversi dubbi su come questa legge sarà effettivamente applicata, quindi non si può ancora dare per certa la tassa del 20% sui Bitcoin. Tra l'altro la norma è sotto indagine anche da parte dell'Unione Europea, e magari non vedrà mai la luce.

Francesco Cittadini (consulente legale) e Marco Barulli (fondatore di Clipperz) hanno poi spiegato che l'onere della prova spetterebbe ai cittadini, che dovrebbero dimostrare allo Stato come i fondi trasferiti non siano né pagamenti di qualche tipo ne guadagni dovuti ad aumenti di capitale.

Una bella gatta da pelare per i molti italiani che hanno deciso d'investire in BTC. Il consiglio è di rispettare la legge ed eventualmente cercarsi un exchange con sede in Italia, come BitBoat, oppure di aprirsi un conto corrente in un altro paese. In questo secondo caso tuttavia resterebbe il problema di spostare il denaro a un conto italiano, se qualcuno volesse farlo.

Non resta che attendere quindi per vedere se il nascente governo italiano porterà avanti questa iniziativa, ed eventualmente con quali modifiche. Resta il dubbio: chi ha avuto questa bella idea avrà pensato esplicitamente anche a Bitcoin, oppure è un caso di azione "a mia insaputa"?