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Il lato oscuro di Airbnb, bed and breakfast abusivi?

Federalberghi sostiene che su Airbnb vi siano troppi operatori professionali invece che semplici hoster che vogliono arrotondare.

Airbnb in Italia e nel mondo ha un lato oscuro: si chiama sommerso. Se da una parte il suo servizio è un brillante esempio di sharing economy, dall'altra c'è qualcuno che ne sta approfittando.È il caso della signora Bettina, che oggi La Repubblica incorona come regina degli appartamenti milanesi con ben 549 annunci. È lapalissiano che la signora lavora per una società immobiliare e che non rientra in quella categoria di "hoster" che mette in affitto il proprio appartamento o stanza per arrotondare.

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"Molti sono bed and breakfast abusivi", sostiene il presidente degli albergatori Bernabò Bocca. In verità il dito non è puntato contro Airbnb, che comunque considera l'attacco "sconcertante", ma contro i tanti professionisti che hanno visto nella piattaforma una grande opportunità di business. A Milano un certo Daniele offre 293 alloggi, Simona ben 260, mentre Marco solo 169.

In effetti gli stessi numeri diffusi da Federalberghi sono preoccupanti per il settore alberghiero: 200mila alloggi contro 120mila strutture ricettive strutturate. La differenza è che offrirsi al mercato senza obblighi o limitazioni è molto più remunerativo. Senza contare ovviamente la possibilità di decidere o meno se denunciare i propri introiti.

E dire che in Parlamento c'è già una proposta di legge bipartisan che aspetta solo di essere tirata fuori dal cassetto. L'idea è quella di stabilire un confine tra l'attività saltuaria e quella professionale.

In pratica chi non supera i 10 mila euro di ricavi avrebbe diritto a una tassazione agevolata del 10%, gli altri invece sarebbero soggetti alla normale aliquota IRPEF e imposta sul reddito di impresa. "Prima di ragionare di tasse, si tratta di stabilire la natura dell'attività, capire se è saltuaria o meno e se si avvale di mezzi organizzati", ha sottolineato l'avvocato Fabrizio Acerbis, managing partner del ramo legale di PwC.

guide airbnb

D'altronde i parlamentari che hanno presentato la proposta hanno fornito stime economiche non indifferenti: pare che sfuggano al radar dell'Erario ben 450 milioni di euro di base imponibile, capaci di un potenziale gettito extra di 150 milioni.

Anche all'estero la questione è caldissima. A New York è vietato l'affitto a breve termine di case private. Barcellona chiede una speciale autorizzazione, dopo il gran polverone alimentato dalla sindaca. Mercoledì la giunta della Regione Toscana ha proposto una norma che limiti l'affitto in sharing economy a massimo 90 giorni.

Dopodiché Airbnb è sempre aperta al dialogo. Ad esempio a Firenze ha stretto un accordo con il Comune per la raccolta della tassa di soggiorno tramite hoster.