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Il TAR del Lazio dice no a TIM: nessuna sospensione alla delibera AGCOM sul #ModemLibero

Il TAR del Lazio ha bocciato il ricorso di TIM per ottenere la sospensione della delibera AGCOM sul modem libero.

Il TAR del Lazio ha bocciato oggi il ricorso di TIM contro la delibera AGCOM sul “modem libero”, stando a quanto riporta l’ANSA. La richiesta di sospensione cautelare del provvedimento del Garante delle Comunicazioni puntava a congelare quella che molti addetti ai lavori e consumatori considerano una rivoluzione. Ovvero la possibilità di impiegare il modem che si preferisce con i servizi di connettività residenziali, e non essere obbligati a noleggiare, acquistare o usare quello stabilito dai provider.

La scorsa estate l’AGCOM ha riconosciuto il diritto degli utenti “di scegliere liberamente i terminali di accesso ad Internet da postazione fissa”, stabilendo obblighi specifici per gli operatori “finalizzati a garantire scelte consapevoli e informate da parte dei consumatori finali”. Per altro l’entrata in vigore prevista per novembre è stata rimandata al primo gennaio 2019.

La vicenda però non si chiude qui poiché se da una parte la sospensione richiesta da TIM è stata respinta, dall’altra è stata prevista una nuova udienza (ottobre 2019) che entrerà nel merito della legittimità della norma. E sarà in quella sede che verranno affrontati tutti i nodi di carattere tecnico.

Senza contare che vi sono altri due analoghi ricorsi al TAR di Vodafone e Fastweb che richiedono l’annullamento della norma e le cui sentenze sono previste per il 2019.

Ma qual è esattamente il nodo della vicenda? Senza ombra di dubbio la valutazione del modem come “apparato” o “terminale” di rete. In pratica, secondo le norme UE, se si parla di modem e router come “apparati” i provider possono imporre quelli proprietari o di loro scelta, se li si considera “terminali” gli utenti dovrebbero avere completa libertà. Perché nel primo caso è come se fossero un pezzo della rete del provider, l’elemento finale insomma; nel secondo invece un comune dispositivo che si connette alla rete.

Gli operatori come TIM, Vodafone e Fastweb sostengono in qualche modo che i modem forniti rientrino nelle eccezioni previste dalla norma comunitaria: ovvero, che siano caratterizzanti per il buon funzionamento e sicurezza dei servizi erogati. Anche fosse – suggeriamo noi di Tom’s hardware – potrebbero banalmente fare uno squillo a Vodafone Germania per domandare come siano riusciti ad adeguarsi alla legge tedesca che dal 2016 impone il “modem libero”.