Fotografia

Impressioni d’uso


Pentax K-1 Mark II
Sensore
Full frame
Risoluzione
36,4 Mpixel
Autofocus
33 punti
Processore d'immagine
PRIME IV
Innesto obiettivo
Pentax K, KA, KAF, KAF2 e KAF3, FA
Pagina 8: Impressioni d’uso

Fin dai modelli analogici degli anni ’80, le reflex Pentax si sono sempre distinte per la loro qualità costruttiva e la loro affidabilità, dando l’impressione di prodotti solidi, più orientati alla funzionalità che all’estetica fine a se stessa. La K-1 II segue queste linee; è una macchina di dimensioni e peso non certo trascurabili, dal design (secondo noi) anche molto riuscito benché un po’ “spigoloso” e forse non all’ultimo grido – ricorda molto i modelli analogici della stessa casa – e offre comunque una piacevole sensazione una volta impugnata. La costruzione è accuratissima, il grip efficace, i comandi facilmente azionabili e dimensionati correttamente. L’ampia dotazione di tasti e ghiere può spaventare all’inizio, ma dobbiamo pensare che si tratta di una macchina destinata ad un utilizzo semi-professionale e professionale.

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La ghiera dei modi offre la possibilità di selezionare una caratteristica unica della K-1 II, come di altri modelli Pentax, indicata con il simbolo Sv, che sta per “priorità alla sensibilità”: il tempo di posa e il valore del diaframma sono impostati automaticamente per ottenere l’esposizione corretta in base alla sensibilità ISO impostata. E’ come se fosse il programma P, ma il valore ISO non varia secondo le condizioni d’illuminazione ma viene tenuto costante.

Volendo segnalare soltanto le particolarità che la differenziano dalla concorrenza, alcune originali, potremmo dire innanzitutto che il tasto per la chiusura del diaframma per visualizzare la profondità di campo è situato in corrispondenza dell’interruttore di accensione: scelta vista prima soltanto sulla K-3 II. Oppure citare il sistema d’illuminazione a supporto dell’operatività al buio: in questa reflex, infatti, ben 4 luci sono disposte in modo strategico intorno al corpo macchina: nella zona superiore della baionetta, dietro al monitor LCD, in corrispondenza dello slot per schede di memoria e alla presa per cavo di scatto. Premendo il pulsante d’illuminazione, potete accenderle per facilitare la sostituzione dell’obiettivo e delle schede di memoria, per gestire i comandi sul dorso o per inserire/rimuovere il cavo per il telecomando a distanza.

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Apposite luci possono essere accese selettivamente per maggiore praticità di notte in esterni e con luce scarsa in interni

Una volta accesa, la macchina è operativa in meno di due secondi (1,4 per la precisione) e cattura l’attenzione per i display, non tanto quello superiore ma quello posteriore, soprattutto per il suo meccanismo di angolazione che ha reso famosa la sua progenitrice K-1:

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Fra le varie posizioni che può assumere grazie all’ingegnosità del suo meccanismo, il monitor della K-1 II può essere sollevato di circa 90° per fotografare dal basso o all’altezza della vita

Il costruttore ha infatti progettato un monitor LCD basato su un innovativo meccanismo che supporta il monitor con quattro sostegni metallici, con il risultato di ottenere due risultati difficili, non raggiungibili dalle soluzioni tradizionali: nessuna deviazione dall’asse ottico e inclinazione senza limitazioni in tutte le direzioni, orizzontali e verticali. Inoltre, la tecnologia Air Gapless

prevede una speciale resina tra il pannello protettivo e lo schermo LCD per ridurre in modo sostanziale i riflessi interni. Insieme alla funzione Outdoor View Setting, assicura eccellente visibilità anche in piena luce solare, come abbiamo potuto constatare direttamente, e anche sotto angolazioni diverse. Ma c’è di più: una visualizzazione in luce rossa facilita la visione del monitor con gli occhi abituati al buio nella fotografia astronomica o notturna.

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Questo monitor LCD da 3,2″ offre una risoluzione di 1,037 Mpixel, non particolarmente elevata, ma permette la regolazione della luminosità, del colore e della saturazione.

Anche il mirino ottico non è da meno: ampio, luminoso e dotato di uno schermo LCD trasparente per sovrapporre particolari pattern utili nella ripresa.

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Montando un obiettivo delle serie DA★, DA Limited o DA, il modo Ritaglio commuta automaticamente l’area immagine sul formato APS-C, visualizzando la cornice di ritaglio nel mirino. In aggiunta a questi modi, è disponibile anche il modo crop 1:1

Il mirino ottico della K-1 II copre all’incirca il 100% del campo visivo con un ingrandimento di 0,7 x e un Eye Point di 21,7 mm dal centro dell’oculare. Il suo schermo di messa a fuoco Natural Bright Matte III, che a differenza di quello della K-3 II non è intercambiabile, agevola l’identificazione del punto a fuoco, anche operando in manuale.

Ampie le possibilità di customizzazione delle funzioni, a livello delle migliori reflex full frame di ultima generazione:

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Ben 4 schermate permettono di customizzare la macchina secondo le proprie esigenze, più 5 modi utente sulla ghiera dei modi

Fra le numerose possibilità offerte, segnaliamo la correzione dell’illuminazione periferica (vignettatura), distorsione, aberrazione cromatica laterale e diffrazione dell’obiettivo montato.

A fronte di tanta versatilità, dobbiamo però riconoscere che i progettisti hanno fatto un buon lavoro per rendere la macchina intuitiva da utilizzare. Per certi aspetti è certo un po’ diversa dalle due eterne rivali, tuttavia anche il sistema a doppia ghiera simultanea (ad esempio, quella anteriore muove i tempi e quella posteriore i diaframmi) alla fine risulta efficace. Per i più creativi, sono disponibili 10 filtri digitali con parametri totalmente regolabili.

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Quattro dei dieci filtri artistici disponibili sulla K-1 II

Un plauso ulteriore va alla durata della batteria al litio: circa 670 scatti dichiarati con una carica completa secondo la normativa CIPA, anche se nella pratica sono molti meno!

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La batteria della K-1 II ha una capacità di 1860 mAh

La qualità dell’immagine che la K-1 II riesce a restituire dipende ovviamente dall’obiettivo utilizzato; quello fornitoci per la prova si caratterizza per una nitidezza elevatissima al centro anche a tutta apertura e un bokeh particolarmente piacevole, inoltre è waterproof:

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HD Pentax-D FA 1:2.8 24-70 mm ED SDM WR

Pare che sia il Pentax 24-70 f/2.8 che il 15-30 della stessa Casa siano realizzati da Tamron, quindi per ulteriori informazioni vi invitiamo a guardare le numerose informazioni che si trovano sul web relative a questo obiettivo. Purtroppo Pentax non offre molte possibilità di scelta per il formato full frame, un totale di sole 14 obiettivi inclusi gli zoom e ovviamente per il massimo delle prestazioni consigliamo le ottiche fisse. Grandi aspettative, ad esempio, si hanno dal nuovo HD Pentax-D FA* 50mm F1.4 SDM AW.

La possibilità di montare ottiche APS-C su questa reflex assicura comunque immagini ad alta risoluzione con circa 15,36 Mpixel effettivi, ma fornisce anche un’efficiente copertura del sensore AF.

Quando le condizioni di illuminazione sono favorevoli e la sensibilità può essere mantenuta relativamente bassa, la qualità d’immagine è davvero elevatissima, anche perché il processore d’immagine corregge quasi tutti i difetti scattando in JPEG. Come già accennato, il rumore piuttosto elevato agli alti ISO, dovuto senza dubbio all’alta risoluzione e solo parzialmente attenuabile tramite l’apposito preset, ne limitano un po’ il campo d’impiego.

Anche la qualità dei filmati è buona, pur con le limitazioni dovute alla mancanza della MAF automatica, perlomeno nell’utilizzo amatoriale; tuttavia, alcune macchine concorrenti appositamente progettate per questo scopo fanno sicuramente meglio. Ma l’utente della K-1 II lo sa bene e non comprerebbe mai questa reflex per questo scopo…