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Indagine UE su 39 società legate a multinazionali che hanno goduto di super accordi fiscali

La Commissione ha avviato indagini approfondite su singoli accordi fiscali concessi dal Belgio a 39 società UE legate a multinazionali.

La Commissione europea ha ufficializzato il rinnovato avvio di una serie di indagini sugli accordi fiscali intercorsi tra il Belgio e 39 società (con sede in Europa) appartenenti a multinazionali. Si presume che il regime sugli utili in eccesso abbia fornito un vantaggio sleale in violazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato. Si stima un’esenzione fiscale totale applicata a circa 50/90% degli utili contabili tra il 2005 e il 2014.

Ecco rinfocolarsi il tema della fiscalità compiacente a favore dei colossi extracomunitari: non è solo quindi il mondo hi-tech ad approfittarne. Nella lista delle aziende coinvolte vi sono realtà come British American Tobacco Coordination Center, Pfizer Animal Health e Bridgestone Europe. Forse non troppo conosciute in Italia, ma è pur vero che altre due indagini proprio in questo momento si stanno occupando degli accordi fiscali siglati tra Paesi Bassi, Ikea e Nike.

La vicenda belga però risale al 2016, quando la Commissione UE ha scoperto l’anomalia e stabilito il recupero da parte del fisco di circa 700 milioni di euro. Dopodiché il Tribunale dell’Unione Europea nel febbraio 2019 ha annullato la decisione della Commissione poiché non erano emerse adeguate prove per sostenere che si trattasse di uno “schema” di aiuti di Stato.

“Ciò significa che, secondo il Tribunale, la compatibilità delle decisioni fiscali con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato deve essere valutata individualmente, motivo per cui la Commissione ha ora avviato indagini approfondite distinte sulle singole decisioni fiscali”, ha confermato la Commissione qualche giorno fa. “Allo stesso tempo, la Commissione ha impugnato la sentenza del Tribunale dinanzi alla Corte di giustizia europea per chiedere maggiore chiarezza sull’esistenza di un regime di aiuti. Questi procedimenti sono in corso”.

Secondo il commissario Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza, “tutte le società devono pagare la loro equa quota fiscale. Temiamo che il sistema fiscale belga ‘degli utili in eccesso’ abbia concesso riduzioni fiscali sostanziali solo a determinate società multinazionali escludendo altre in situazioni comparabili. Seguendo le indicazioni del Tribunale, abbiamo deciso di avviare indagini separate sugli aiuti di Stato per valutare le decisioni fiscali. Attendiamo inoltre ulteriori chiarimenti da parte della Corte di giustizia europea sull’esistenza di un regime di aiuti”.

La Commissione UE ha ribadito che gli accordi fiscali non rappresentano un problema ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato se confermano semplicemente la conformità alla legislazione fiscale pertinente. Tuttavia, quelli che conferiscono un vantaggio selettivo a società specifiche possono falsare la concorrenza nel mercato unico dell’UE.

Da ricordare che il meccanismo è noto da tempo e la Commissione UEa partire dal 2015 ha concluso inchieste relative ad accordi fiscali che hanno coinvolto Fiat, Starbucks, Apple, Amazon, Engie, McDonald e altre multinazionali. Si parla di quasi 15 miliardi di euro complessivi restituiti alle agenzie fiscali di diversi stati membri – considerando anche i 14,3 miliardi di Apple legati al caso irlandese, che però sono oggetto di appello da parte dell’azienda.