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INGRID, in Puglia l’idrogeno da fonti pulite si può stoccare

L'impianto sperimentale di grossa taglia realizzato a Troia, in provincia di Foggia, ha permesso di dimostrare con i fatti che è possibile accumulare in forma di idrogeno il surplus di energia elettrica che altrimenti andrebbe perso.

Produrre energia da fonti rinnovabili da conservare per utilizzarla dove e quando serve. Stoccaggio e gestione – sia della produzione che della domanda variabile di elettricità – sono una delle più grandi sfide della tecnologia. Ebbene, la sfida è stata vinta in Puglia con la realizzazione di un impianto pilota da 39 MWh, costituito da un elettrolizzatore da 1.2 MW, un sistema di accumulo dell'idrogeno solido, una cella a combustibile e sistemi ICT di monitoraggio e controllo in tempo reale. Oggi si è concluso con successo il progetto europeo di ricerca INGRID.

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L'impianto sperimentale di grossa taglia realizzato a Troia, in provincia di Foggia, ha permesso di dimostrare con i fatti che è possibile accumulare in forma di idrogeno il surplus di energia elettrica che altrimenti andrebbe perso. Energia che poi può essere reimmessa nella stessa rete, utilizzata in contesti in cui il trasporto di energia risulta difficile, oppure usata direttamente in forma di idrogeno pulito per gli usi in cui questo vettore energetico risulta ottimale.

I partner di INGRID sono Engineering Ingegneria Informatica (coordinatore), ARTI Puglia-Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione, e-distribuzione, RSE – Ricerca sul Sistema Energetico e Studio Tecnico BFP per l'Italia; McPhy Energy per la Francia; Hydrogenics per il Belgio e Tecnalia per la Spagna. Il progetto ha avuto un budget di 23,9 milioni di euro di cui 13,8 milioni da finanziamento europeo, nell'ambito del Bando "ENERGY.2001.7.3-2: Storage and balancing variable electricity supply and demand".

L'idrogeno viene prodotto tramite elettricità da fonti rinnovabili attraverso un elettrolizzatore collocato nei pressi di uno snodo della rete elettrica caratterizzato da congestioni, in maniera tale da sfruttare energia che altrimenti verrebbe persa.

L'idrogeno viene poi stoccato in moduli di magnesio. Tali moduli, brevetto della società francese McPhy Energy, hanno la capacità di poter immagazzinare in forma solida e sicura l'idrogeno, "come una sorta di spugna". Una parte dell'idrogeno stoccato, tramite un sistema di celle a combustibile, ha la finalità di produrre elettricità in tempi e modalità ottimali.

L'apparato di conversione e riconversione dell'energia elettrica in idrogeno è realizzato dal secondo partner industriale di progetto: Hydrogenics, leader mondiale nei sistemi di produzione di idrogeno tramite elettrolisi, specializzata nei sistemi industriali e con sedi in Canada, Belgio e Germania. Si sono ipotizzati diversi scenari dimostrativi per l'utilizzo dell'energia stoccata: stazione dimostrativa di ricarica di auto elettriche; vendita e utilizzo dell'idrogeno; re-immissione programmata di energia elettrica nella rete elettrica.

"Il tema delle soluzioni tecnologiche per lo stoccaggio e la gestione della produzione e della domanda variabile di energia elettrica è particolarmente rilevante per la Puglia, che è una regione che produce più energia di quanta ne consumi, soprattutto utilizzando fonti rinnovabili – ha detto il prof. Vito Albino, commissario straordinario dell'ARTI". "Partecipare a INGRID – ha aggiunto – è stato dunque importante, anche perché il progetto ha consentito di sperimentare una soluzione specifica attraverso un dimostratore che oggi è stabilmente presente sul territorio pugliese".