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Inquinamento indoor: rischi, soluzioni e il ruolo del purificatore

Avevamo provato e recensito il Pure Hot+Cool Link a inizio anno, trovate la recensione a questo indirizzo. Il purificatore e termoventilatore Dyson si poneva al vertice della gamma quanto a caratteristiche e qualità, un prodotto di alto livello che ovviamente ha il suo prezzo. Negli ultimi mesi l'azienda britannica ha rinnovato la serie di purificatori ventilatori, migliorandone […]

Avevamo provato e recensito il Pure Hot+Cool Link a inizio anno, trovate la recensione a questo indirizzo. Il purificatore e termoventilatore Dyson si poneva al vertice della gamma quanto a caratteristiche e qualità, un prodotto di alto livello che ovviamente ha il suo prezzo.

Negli ultimi mesi l'azienda britannica ha rinnovato la serie di purificatori ventilatori, migliorandone le caratteristiche, e alzando nuovamente l'asticella delle prestazioni, soprattutto in termini di pulizia dell'aria.

Abbiamo provato il nuovo modello Pure Cool, e siamo rimasti ancora una volta soddisfatti dalla qualità del prodotto, ma raccontare – e recensire – un purificatore e ventilatore, non è qualcosa di semplice. Come notavamo nella prima prova, definire con precisione l'efficacia di un purificatore d'aria, senza avvalersi di un laboratorio in grado di effettuare tutte le misurazioni del caso, è praticamente impossibile. E forse è proprio per via di questa mancanza di prova visibile dell'efficacia che molte persone, ancora oggi, sono scettiche davanti a un potenziale investimento per migliorare la qualità dell'aria. Probabilmente una persona fortemente allergica potrà più facilmente notare la differenza, per sua fortuna, ma tutti dovrebbero respirare aria pulita.

Pure Hot+Cool Link 001

Lo abbiamo visto anche nei commenti della prima recensione, tra chi faceva ironia e chi esprimeva, appunto, i suoi dubbi sull'efficacia. Soprattutto quando siamo davanti a un prodotto come quello provato, che di certo non costa pochi euro.

Piuttosto che presentarvi una semplice recensione del prodotto, abbiamo quindi deciso di approfondire la tematica dell'aria e delle insidie che nasconde, con due persone: Margherita Fronte, collega giornalista, specializzata in medicina e salute, con un forte background accademico e autrice di molti libri sull'argomento (Bio completa a fine articolo), e Hugo Wilson, Design Manager di Dyson. Abbiamo ovviamente affrontato con Margherita le tematiche più scientifiche della questione, e con Hugo le soluzioni adottate da Dyson nella realizzazione dei suoi purificatori d'aria.

Come è fatto il Pure Cool

Diamo prima un'occhiata al nuovo prodotto Dyson e alle novità. L'azienda non ha stravolto il design del prodotto, la cui firma rimane pressoché immutata e iconica. Disponibile in più modelli, noi abbiamo provato quello da scrivania.

Nella parte inferiore è presente il corpo principale che include il motore, l'elettronica e soprattutto i filtri. Si tratta di filtri migliorati sotto tutti gli aspetti, in grado di filtrare gli inquinanti in maniera più efficace. I filtri non sono già installati di fabbrica, dovrete installarli nella fase di messa in opera, un'azione a prova di bambino dato che tutto quello che dovrete fare e porli al lato del corpo centrale e premere verso l'interno. Dei ganci faranno il resto, e quindi anche la procedura di sostituzione (dopo 5000 ore d'uso), è velocissima.

Pure Hot+Cool Link 008

Sopra al corpo motore / filtri è presente la parte di ventilazione, il classico corpo tondo o ovale, armonizzato nel design, da cui fuoriesce l'aria.

La novità che salta più all'occhio è la presenza di un nuovo schermo LCD, posizionato frontalmente, che non solo vi mostra la modalità operativa (ad esempio la velocità della ventola), ma anche una serie di parametri relativi alle sostanze inquinanti rilevate e alla qualità dell'aria.

Il piccolo telecomando, magnetico, include pochi tasti, che permettono di fare tutto il necessario: accenderlo, attivare il movimento circolatorio (350°), regolare l'intensità del flusso dell'aria, attivare la modalità automatica e il timer di spegnimento.

Non manca la connettività con l'Applicazione Dyson Link, che permette di programmare in maniera più approfondita il suo funzionamento, nonché consultare tutti i dati rilevati dai sensori presenti al suo interno.

Le minacce invisibili

Se non vedo, non credo. È umano non credere che l'aria che stiamo respirando in questo momento ci sta, pian piano, uccidendo. State tranquilli, non succederà domani, e nemmeno il giorno dopo, ma sembra esserci una reale correlazione tra quello che respiriamo e gli effetti che queste sostanze hanno sulla nostra vita.

Quali sono queste sostanze di cui dovremmo preoccuparci?

margherita fronteCi sono due tipi di sostanze, gli inquinanti esterni, come quelli prodotti dal traffico, che penetrano negli ambienti interni e si accumulano; poi ci sono sostanze che si originano direttamente nelle case e nei luoghi chiusi. Del primo tipo fanno parte le polveri sottili, gli ossidi di azoto, l'ozono; del secondo tipo fanno parte i Cov (composti organici volatili), ma anche le polveri sottili possono originarsi internamente. I Cov sono una classe molto eterogenea di composti, che include la formaldeide e il benzene (entrambi cancerogeni), ma anche gli idrocarburi policiclici aromatici, il naftalene e molti altri.

Hugo aggiunge dettagli sulla classificazione di tutte queste sostanze che ha citato Margherita.

hugo wilsonLe particelle si distinguono in:

  • PM10, delle dimensioni di 1/10 di un capello umano, come ad esempio polvere, polline, muffe, etc.
  • PM2.5, 40 volte più piccole di un capello umano, come composti organici, combustione delle centrali elettriche, delle macchine…sono così piccole da poter entrare in profondità nel corpo umano
  • PM0.1, delle dimensioni 1000 volte più piccole di un capello umano, queste particelle ultra fini sono così piccole che possono penetrare nel sangue

Si tende a pensare che l'aria che abbiamo nelle nostre case sia migliore rispetto a quella esterna. La reazione, quando si nota qualcosa di visivamente inquinante all'esterno, come del fumo, è quella di chiudere le finestre di casa o il finestrino dell'auto, come a volerci proteggere da quell'inquinamento che è sotto i nostri occhi, quando invece non ci rendiamo conto che particelle altrettanto inquinanti, ma invisibili, sono già dentro alla nostra casa. Intendiamoci, non sto consigliando di respirare a pieni polmoni il gas di scarico di un'automobile, ma è significativo considerare quanto una minaccia visibile faccia molta più paura di una invisibile.

Ma quali sono quindi gli oggetti o le azioni che rendono l'aria delle nostre case così inquinata?

margherita fronteIl fattore d'inquinamento più importante per gli ambienti interni è il fumo di sigaretta. Se c'è qualcuno che fuma la casa è sempre inquinata e lo è anche se fuma sul balcone, perché gli inquinanti si attaccano a vestiti e capelli e sono trasportati all'interno.

Accanto a questo, possono emettere inquinanti i prodotti per la pulizia della casa, quelli usati per il bricolage, i mobili in truciolato, ma anche le pitture usate per imbiancare i muri, certi materiali da costruzione e così via. Nel tempo la sensibilità sul tema è aumentata e le emissioni dei mobili, per esempio, si sono notevolmente ridotte.

Un altro fattore spesso sottovalutato è la cucina: cucinare produce composti organici volatili. Anche i caminetti e le stufe a pellet o a legna sono molto inquinanti. In generale, tutto ciò che brucia produce inquinanti.

Ma non è finita qui, poiché Hugo aggiunge ulteriori fattori.

hugo wilsonIl più evidente è la polvere che si accumula nel tempo sulle superfici, il pelo degli animali domestici sui tappeti, l'accumulo di muffa negli ambienti umidi o il polline che entra dalle finestre aperte. La cosa più problematica è che la maggior parte degli inquinanti interni è invisibile all'occhio umano. Fumi rilasciati dai mobili nuovi, prodotti per la pulizia, deodoranti, candele profumate e gas derivanti dalla cucina sono solo alcuni degli inquinanti dell'aria interna più comuni. Inoltre, gli inquinanti provenienti dall'esterno penetrano in casa ogni volta che finestre o porte vengono aperte.

Lo scenario sembra apocalittico, e se siete particolarmente suscettibili, vi starete probabilmente guardando attorno con aria preoccupata. Ma siamo certi che, seppur gli elementi citati da Margherita e Hugo non facciano bene, non abbiamo notizie di malati gravi per via di una superficie non spolverata a dovere. Tuttavia, tra i nemici più o meno visibili attorno a noi, ce ne sono di certo alcuni che hanno un ruolo più negativo nelle nostre vite.

Quali sono quindi le sostanze più pericolose?

margherita fronteFormaldeide e benzene: sono entrambi cancerogeni. Il benzene è emesso in abbondanza dai bastoncini di incenso: chi brucia incenso in casa vive in un ambiente inquinato.

Hugo concorda con Margherita, mettendo ai primi posti Formaldeide e Benzene, e aggiunge Toluene e Naftalina.

hugo wilsonL'aria interna è la stessa di quella esterna, quello che cambia sono la quantità e la qualità degli inquinanti: infatti, gli inquinanti provenienti dall'esterno si combinano con quelli peculiari dell'aria indoor.

Tra gli inquinanti che si trovano nell'aria di casa possiamo trovare:

  • Formaldeide: può essere rilasciata dai materiali da costruzione e da quelli isolanti, i prodotti in legno pressato, compensato,  pannelli di fibre a media densità (MDF), tinte, adesivi, vernici, finiture per i pavimenti, emissioni dei veicoli e fumo di tabacco;
  • Benzene: le fonti indoor includono vernici, colle, lacche, petrolio, detergenti, gomma, formulazioni per pulire e sgrassare e fumo di tabacco;
  • Toluene: comunemente aggiunto alla benzina, può entrare in casa attraverso le emissioni di scarico dei veicoli o dai vapori dei carburanti. Può anche essere usato come solvente rilasciato dalle vernici, adesivi e alcuni prodotti per l'igiene personale. Si trova anche nel fumo di tabacco;
  • Naftalina: appartiene al gruppo degli Idrocarburi policiclici aromatici (PAH). Il naftalene di solito si trova in forma solida, ma può anche essere rilasciato come gas nell'aria indoor.

Altre fonti di inquinamento degli ambienti interni possono essere: il polline rilasciato nell'aria dalle piante e dai fiori; il pelo degli animali e le feci polverizzate; i gas prodotti dal piano cottura e i fumi della cucina.

Assodate quali sono quindi le sostanze inquinanti presenti negli ambienti indoor, e realizzato che sono generate da azioni che tutti noi facciamo quotidianamente, incalziamo Margherita con una domanda molto diretta:

C'è una correlazione diretta tra aria nociva di casa e riduzione della vita media ? E quali sono le malattie e i disturbi che possono insorgere?

margherita fronteNon ci sono studi che abbiano mostrato una relazione precisa. Esistono invece molti dati sull'inquinamento outdoor, che determina una riduzione dell'aspettativa di vita sensibile.

Poiché però trascorriamo negli ambienti chiusi il 90% del nostro tempo è probabile che una relazione ci sia e che sia rilevante. Per quanto concerne i disturbi, principalmente si tratta di malattie respiratorie, cardiovascolari e tumori.

In altre parole, avere un dubbio è lecito. Ma cercando di impersonare lo scetticismo di molti, abbiamo chiesto a Margherita se

È davvero così pericoloso o tutti i dati su cui si basano le affermazioni sono legati ad analisi scientifiche sulle sostanze stesse, che escludono dei reali casi sull'uomo?

margherita fronteLivelli di rischio maggiori si raggiungono se ci sono in casa dei fumatori. Negli altri casi, una casa inquinata può comunque creare fastidi, irritazioni e mal di testa. Uno studio finanziato dall'Unione europea ha stimato che il 3% delle nostre malattie è dovuto all'inquinamento indoor.

Il ruolo del purificatore d'aria

Dallo scenario che Margherita e Hugo ci hanno aiutato a definire, la situazione non è certo positiva, e nonostante capiamo che possano rimanere nei dubbi, soprattutto nei più scettici, ci sentiamo di dire che di fronte a una  – concreta – possibilità, cercare di migliorare la qualità dell'aria delle nostre case è certamente la scelta più assennata che ognuno possa fare. Questo non significa che dovete acquistare una scorta di purificatori da posizionare in ogni stanza, ma che alcune semplici azioni quotidiane possono limitare la densità degli inquinanti. E probabilmente che l'uso di un purificatore, negli ambienti in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo, potrebbe portare benefici.

Hugo Wilson è un rappresentante di Dyson, e ovviamente può esprimersi unicamente riguardo ai prodotti dell'azienda. Gli abbiamo quindi chiesto:

Quali inquinanti, di quelli citati, vengono catturati dal purificatore?

La sua risposta ci racconta anche ulteriori dettagli tecnici sul nuovo Pure Cool.

hugo wilsonIl purificatore ventilatore Dyson Pure Cool cattura il 99.95% delle particelle microscopiche delle dimensioni di 0.1 micron, inclusi allergeni, batteri, polline e muffe. Inoltre, i filtri in carbone attivo, che sono stati ricoperti di Tris per aumentare l'efficienza di assorbimento, rimuovono gas, inclusi diossido di azoto, formaldeide e benzene.

In un purificatore Dyson, l'aria entra nella macchina dalla parte inferiore, passa attraverso il filtro ed esce dall'apertura frontale. 

Quando si parla del monitoraggio dell'aria, ciò che conta davvero è avere la possibilità di usare le informazioni o i dati sulla qualità dell'aria per produrre un cambiamento. Questo è il motivo per cui l'intelligenza rappresenta per la macchina il punto di partenza per la purificazione.

Se una macchina non sa se una stanza è inquinata, o se è veramente pulita, allora non è intelligente. E certamente non sta facendo il suo lavoro. Il purificatore ventilatore Dyson Pure Cool rileva automaticamente particelle e gas, le monitora e riporta le informazioni in tempo reale.

Tre sensori lavorano insieme, all'interno della macchina, permettendole di rilevare particelle ultrafini e gas. Il primo è un sensore di particolato; il secondo è un nuovo dispositivo di misurazione di Composti Organici Volatili, in grado di rilevare COV come formaldeide e benzene; il terzo è un rilevatore di umiditià e temperatura.  Poi un algoritmo progettato da Dyson in laboratorio e successivamente testato in case reali dice alla macchina come reagire agli input ricevuti.

Uno schermo LCD mostra quali particelle e gas il purificatore ventilatore Dyson Pure Cool sta rilevando automaticamente e in tempo reale: è così che rende visibile l'invisibile.

Dopo che la macchina ha rilevato gli inquinanti, è tempo per il sistema di filtrazione a due fasi di catturarli. Un filtro migliorato all'interno del nuovo purificatore ventilatore Dyson Pure Cool cattura sia il materiale particolato sia i gas. Gli ingegneri Dyson hanno incorporato il 60% di HEPA in più in un filtro più alto e più denso e hanno introdotto una concentrazione tre volte maggiore di carbone attivo, che è in grado di assorbire gas, odori, fumi domestici e COV. Nove metri di filtri in microfibra di borosilicato condensato e sigillato catturano il 99,95% di particelle inquinanti delle dimensioni di 0,1 micron, inclusi allergeni, batteri, polline e muffe. I filtri in carbone attivo, che sono stati ricoperti di Tris (Trisidrossimetilamminometano) per aumentare l'efficienza di assorbimento, rimuovono i gas, inclusi diossido di azoto, formaldeide e benzene.

La spiegazione di Hugo non sarebbe potuta essere più esaustiva, per chi è alla ricerca di una risposta breve, diciamo che l'azienda ha fatto quanto possibile per filtrare la maggior parte delle sostanze nocive. Ovviamente ci aspettiamo filtri sempre migliori in futuro, duraturi ed efficienti. E a proposito di durata:

Ogni quanto bisogna cambiare il filtro? E soprattutto, un purificatore per fare bene il suo dovere deve funzionare ininterrottamente giorno e notte?

hugo wilsonÈ più una questione di cosa c'è nell'aria dell'ambiente domestico che una questione di tempo di funzionamento.

I purificatori ventilatori Dyson sono progettati per funzionare all'interno di case reali. E per persone reali. Questo è il motivo per cui la tecnologia di rilevazione degli inquinanti è così importante per il purificatore: grazie ai suoi sensori, la macchina permette alle persone di avere sempre sotto controllo la qualità dell'aria interna.

Come menzionato prima, la macchina possiede un display LCD incorporato che è in grado di riportare all'utente infomazioni dettagliate sulla qualità dell'aria dell'ambiente domestico, ripartito per PM10, PM2.5, COV e gas come il diossido di azoto.

Questo fornisce informazioni importanti sulla qualità dell'aria interna, permettendo all'utente di vedere l'inquinamento invisibile e gestire l'ambiente domestico.

Come una macchina intelligente, il purificatore ventilatore Dyson Pure Cool può essere connesso all'app Dyson Link. L'app mostra i livelli di inquinamento interno ed esterno, cosa è stato rilevato e quando, e permette alle persone di programmare le sessioni di purificazione per adattarsi alla loro giornata.

La vita di un filtro dipende dalla presenza di inquinanti nell'ambiente in cui viene utilizzata la macchina e dall'uso del purificatore. In ogni caso, testiamo i filtri secondo standard internazionali e raccomandiamo agli utenti di sostituire i loro filtri ogni anno, basandoci su una media di utilizzo di 12 ore ore al giorno. Sia l'app che lo schermo LCD aiutano le persone a capire meglio questo funzionamento. Per esempio, viene mostrata la durata residua del filtro HEPA e del carbone attivo, così che sia possibile sapere quale filtro cambiare e quando.

Conclusioni

Il purificatore e ventilatore Pure Cool è un prodotto di fascia alta, dotato di differenti tecnologie che sono in grado di rinfrescare un ambiente, di pulire l'aria che respiriamo e di rendervi maggiormente coscienti, tramite lo schermo LCD e l'applicazione della qualità dell'aria che state inghiottendo ad ogni respiro. Il prodotto è certamente convincente, ma ovviamente la scelta d'acquisto, per un prodotto del genere, è maggiormente pilotata dal vostro desiderio di respirare aria buona, o comunque migliore rispetto a quello che avete fatto finora.

La parola "scetticismo" è tornata più volte in questo articolo, ed è ormai chiaro il motivo. Per questo abbiamo fatto un'ultima domanda a Hugo Wilson:

Immagini di parlare con una persona molto scettica. Cosa possiamo dire per sottolineare l'importanza di utilizzare un purificatore?

hugo wilsonL'inquinamento dell'aria non è solo un problema dell'ambiente esterno, ma anche degli ambienti interni. Molti di noi non considerano nemmeno per un secondo l'idea di bere acqua o mangiare cibo contaminato da batteri, eppure abbiamo degli standard diversi quando si parla dell'aria che respiriamo.

Non dimentichiamo che trascorriamo il 90% del nostro tempo in spazi chiusi, incluso la nostra casa, l'ufficio e scuola e che l'aria interna può essere fino a 5 volte più inquinata di quella esterna.

Noi di Dyson crediamo che le persone saranno sempre più attente e quello che succedde in casa, quali sono gli impatti sul loro benessere e come possono creare un ambiente domestico migliore.

Da una parte l'incremento dell'inquinamento urbano a livello globale, dall'altra la crescita di ricerca focalizzata sull'impatto negativo della scarsa qualità dell'aria e sulle tendenze dell'home design – che portano a sigillare sempre più gli ambienti per una migliore efficienza energetica, la consapevolezza dell'importanza della qualità dell'aria è in continua crescita.

Lavorare per risolvere il problema dell'inquinamento è nella nostra lista di priorità e lo facciamo grazie a un design consapevole e a un approccio ingegneristico rigoroso. Sono sicuro che le persone avranno modo di vedere il valore del nostro approccio e, dopo tutto il lavoro svolto e i test condotti, abbiamo dimostrato che il nostro purificatore è l'unica macchina in grado di purificare l'intera stanza.

E se proprio non volete saperne di acquistare un purificatore, almeno potete seguire qualche consiglio che ha condiviso con noi Margherita:

margherita fronteIl primo consiglio è non fumare e non permettere ad altri di farlo in casa. Può poi essere utile: introdurre mobili con ridotte emissioni, seguire le indicazioni riportare sulle etichette dei prodotti per la pulizia della casa e non mischiarli, aerare i locali almeno due volte al giorno e aprire sempre le finestre dopo aver cucinato (o mentre si cucina).


Margherita Fronte, giornalista specializzata in medicina e salute, lavora a Focus e coordina il trimestrale monografico Focus Extra. È autrice di una decina di saggi scientifici tra cui: Campi elettromagnetici, innocui o pericolosi? (1997), Figli del genoma (2003), Polveri & veleni (2010), Cambiamo aria! (2017) e Culle di vetro – storia della fecondazione artificiale (2017). Nel 2004 ha vinto il premio letterario Merck-Serono e nel 2015 il premio Omar per il giornalismo medico di qualità.

Hugo Wilson: Hugo ha iniziato a lavorare in Dyson come Graduate Design Engineer nel 2011. Dopo solo otto mesi è stato promosso a Design Engineer e dopo undici mesi si è trasferito in Malesia per seguire il progetto a cui stava lavorando. Un'impresa non da poco per il suo primo anno in azienda.

Dal sviluppo tecnologico degli apparecchi senza filo, Hugo è poi passato alla ricerca e sviluppo della nuova ed emergente categoria dell'Environmental Control, diventando membro integrante del team di progettazione del primo umidificatore Dyson.

Nel 2014 Hugo si è trasferito a Singapore per tre mesi. Al suo ritorno in UK, ha ricevuto la promozione a Senior Design Engineer con il compito di coordinare un team di ingegneri impegnati nelle prime fasi di progettazione dei prodotti. Dopo un anno e in soli quattro anni di carriera, Hugo ha ricevuto la promozione a Design Lead e posto alla guida dello sviluppo del Dyson Pure Cool Link e del Dyson Pure Hot + Cool. Il suo ruolo in questi progetti si è esteso a comprendere la responsabilità dello sviluppo della Dyson Link app e della sua integrazione con la gamma Dyson Pure Cool Link. La profonda conoscenza dei prodotti e del loro comportamento è stata di grande aiuto sia per quanto riguarda la funzionalità dell'app sia per la connessione tra le macchine Dyson e i dispositivi mobili connessi.

Attualmente Design Manager con base in UK, Hugo ha trascorso gli ultimi due anni lavorando allo sviluppo della prossima generazione di tecnologie relative appartenenti alla categoria dell'Environmental Control.


Tom's Consiglia

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