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Intel Labs, la ricerca e il paradigma Open Innovation 2.0

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Intel Labs e l'Open Innovation 2.0

Si è tenuta a Nizza la Intel ERIC di quest'anno, acronimo che sta per “European Research & Innovation Conference”, un’occasione per comunicare le attività di ricerca su cui i laboratori Intel e i suoi partner stanno lavorando. Idee, concetti e progetti che vedranno la luce fra alcuni anni e che cercheranno di modellare, in meglio, la società in cui viviamo.

Alla base della ricerca c’è quello che viene chiamato “Open Innovation 2.0”, un paradigma che punta a creare innovazione in molteplici campi sfruttando la cosiddetta "ricerca collaborativa". Non solo laboratori specializzati ma università, industria e governo, uniti assieme per raggiungere scopi comuni tramite un processo di idee che può realmente prendere forma in tecnologie, prodotti e servizi.

I punti dell'Open Innovation 2.0

L'insieme delle fonti di ricerca oggi è attivo in molteplici campi, come le città sostenibili, l'automotive, il visual computing e soprattutto la tecnologia "low carbon", cioè a basso impatto ecologico, in grado di migliorare e preservare le risorse naturali.

Collaborazione prima di tutto

I pilastri su cui si fonda l'Open Innovation sono molteplici (li vedete nell’immagine qui sopra), ma tra quelli fondamentali c'è la condivisione e la collaborazione tra governi, accademie, industria e cittadini, collaborazione che può portare alla creazione di tecnologie in grado non solo di migliorare la vita ma di salvare il nostro piccolo pianeta. Perché la sensibilità all'ecologia è sempre più sentita e secondo Intel non c'è un "pianeta B", ma solo un "piano c".

Non c'è un piano B

Soluzioni in grado di offrire più servizi in maniera più efficiente, che siano portate avanti dalla collettività, per la creazione e diffusione di piani sostenibili in grado di cambiare il modo in cui si possono affrontare i problemi odierni.