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Spazio e Scienze

ISS abitata da 15 anni, ecco i numeri di un successo internazionale

Il 2 novembre del 2000 il primo equipaggio attraccò alla Stazione Spaziale Internazionale e da allora l'avamposto spaziale è stato abitato continuativamente. L'astronauta William Shepherd della NASA e i cosmonauti russi Sergei Krikalev e Yuri Gidzenko sono passati alla storia quali membri della Expedition 1. Oggi i membri della Expedition 45 (Scott Kelly e Kjell Lindgren della NASA, Mikhail Kornienko, Oleg Kononenko e Sergey Volkov della russa Roscosmos e Kimiya Yui della JAXA) hanno celebrato la ricorrenza e portano avanti il lavoro di ricerca scientifica del laboratorio orbitante.

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I numeri da ricordare sono molti e li vedete riassunti nell'infografica pubblicata dal sito NASA (sopra). Fra quelli su cui vale la pena mettere l'accento ci sono le cifre che testimoniano la cooperazione internazionale che ha reso possibile un progetto tanto ambizioso: hanno collaborato e collaborano tuttora Stati Uniti, Russia, Europa, Giappone e Canada. Nel complesso sono salite a bordo 220 persone (206 astronauti) da 17 paesi differenti, e sono state compiute 180 passeggiate spaziali.

Molti reputano la ISS un inutile dispendio di denaro, dato che è spesso citata come l'oggetto più costoso mai costruito dall'uomo. In realtà ricordiamo che ciascun equipaggio ha un carico di esperimenti scientifici da portare a termine durante la sua permanenza sulla stazione orbitante. In tutto le ricerche svolte finora in questo laboratorio unico al mondo sono 1760, ideate dagli scienziati di 83 Paesi.

La ISS infatti è stata concepita proprio come laboratorio di ricerca orbitante, per svolgere quelle indagini scientifiche in condizioni che non è possibile ottenere sulla Terra. I principali campi di ricerca sono medicina spaziale, biologia, (biomedicina e biotecnologie), fisica (compresa la meccanica dei fluidi e la meccanica quantistica), scienza dei materiali, astronomia (inclusa la cosmologia) e meteorologia. Inoltre gli effetti sugli astronauti della micro gravità e della permanenza nello Spazio permettono di fare indagini specifiche sull'impatto della vita in orbita sugli esseri umani.

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Anche l'indotto dell'avamposto spaziale è enorme: ci sono oltre 100mila persone nelle agenzie spaziali coinvolte che seguono questa missione, e anche l'Italia ha svolto e svolge la sua parte. Come ha ricorda Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, "l'Italia ha contribuito a questo importante traguardo con un coinvolgimento che ci vede attori di primo piano".

Il primo modulo (il modulo russo Zarya) è stato lanciato nel 1998. Oggi la stazione è composta da 15 moduli pressurizzati, pesa circa 345 tonnellate e ha un volume abitabile di circa 400 metri cubi. Orbita a un'altitudine compresa tra 330 e 435 km e viaggia a una velocità media di 27 600 km/h.