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Italia, stop alle centrali a carbone entro il 2025?

Carlo Calenda, ministro dello sviluppo economico, ha proposto un piano per terminare la produzione di energia elettrica italiana tramite centrali a carbone entro il 2025. Il piano si iscrive in una più ampia strategia che vedrà il 27 % del consumo energetico complessivo lordo provenire da fonti rinnovabili entro il 2030.

Addio alla produzione di energia tramite centrali termoelettriche alimentate a carbone? È possibile, almeno stando a quanto dichiarato dal ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Quest'ultimo ha infatti presentato di recente un piano che prevede l'abbandono definitivo del carbone come fonte di produzione dell'energia elettrica entro il 2025.  

Il piano peraltro si iscrive in una più ampia strategia che dovrebbe vedere il 27% del consumo energetico complessivo lordo provenire da fonti rinnovabili entro il 2030 e, contemporaneamente come ricordato ieri, l'avvio di un programma di incentivi per convincere gli italiani ad abbandonare le auto a combustibile fossile in favore di quelle ibride, elettriche o a gas.

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Certo, a pochi mesi di distanza dalle elezioni, il cui esito è tutt'altro che scontato, la proposta di Calenda può avere un po' il sapore della propaganda elettorale, cionondimeno è un segnale importante in un Paese che tropo spesso non riesce a mantenere il passo dell'Europa in settori importanti come innovazione, tecnologia, ambiente ed energia.

‎Per raggiungere l'obiettivo prefissato, il Governo ha chiesto consulenza al Gruppo Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana e sulla cui infrastruttura bisognerà contare per mettere in atto il piano. Dal canto suo del resto Enel ha già annunciato che non costruirà più nuove centrali elettriche a carbone‎‎ nel prossimo futuro.

‎Del resto gli aspetti negativi dell'uso del carbone come fonte energetica sono ormai ben documentati e noti a tutti. Oltre a contribuire all'inquinamento di atmosferico che ‎‎uccide un numero enorme di persone‎‎ ogni anno, c'è evidenza del fatto che sia meno conveniente rispetto alle energie rinnovabili. ‎

‎Con questo in mente, sono quindi già diversi i paesi che stanno prendendo provvedimenti in questo senso. L'Olanda ad esempio dismetterà tutte le centrali a carbone‎‎ entro il 2030, mentre la Francia vorrebbe farlo addirittura entro il 2023‎‎. ‎Nel frattempo le cose si muovono anche al di fuori dei confini europei: l'‎‎India ad esempio ha già chiuso 37 miniere di carbone‎ ‎e la Cina è in procinto di m‎‎andare in pensione alcune delle sue più grandi centrali elettriche a carbone‎, sostituendole con strutture che producono meno emissioni nocive.


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