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Italiani, popolo di teledipendenti da streaming

Questo siamo, un popolo di consumatori di televisione che però, in poltrona davanti allo schermo, giochicchia anche con smartphone e tablet. E non è finita, perché ormai gli italiani che guardano i programmi televisivi in streaming on demand superano quelli che accedono ai contenuti dalla tv tradizionale. Insomma, per dirla con i ricercatori, gli streamers battono i traditionals 80 a 79.

Laddove 80 e 79 sono le percentuali citate nello studio "Tv & Media 2014" di Ericsson ConsumerLab. Un solo punto che fa la differenza e sottolinea un grande cambiamento delle nostre abitudini. Rispetto all'anno scorso, la percentuale di chi fa ricorso allo streaming è aumentata di circa 7 punti percentuali, mentre quella dei consumatori tradizionali è scesa di 11 punti.  È vero, la televisione – sempre più grande, sempre più smart – è ancora la principessa dei nostri salotti, ma il nostro approccio non è più lo stesso.

…e anche un popolo di teledipendenti

Aurelio Severino e Giovanni Zappelli, direttore Tv e Media il primo e responsabile del ConsumerLab di Ericsson il secondo, ieri a Milano hanno presentato il report consapevoli di raccontare una svolta. Gli italiani, mentre guardano la tv, interagiscono con smartphone e tablet. Il 44% utilizza applicazioni o naviga per approfondire i contenuti che sta guardando, il 29% ne discute online, alimentando il fenomeno della social TV. Inoltre c'è un italiano su quattro che segue sul dispositivo portatile un programma diverso da quello in onda sul televisore.

Dice ancora lo studio che – a proposito di fruizione di contenuti video – gli italiani passano una media di circa 15 ore davanti allo schermo tv, contro le otto ore dei consumatori via desktop e laptop e le sei ore degli utenti di tablet e smartphone. Talvolta il dispositivo fa la differenza, se è vero che il 38% dei fruitori di video da smartphone guarda eventi live, come ad esempio le partite di calcio.

Per non parlare delle Serie Tv, sempre più protagoniste dei consumi televisivi. C'è chi comincia a vedere una serie la mattina, sul treno o sulla metro, prosegue sul portatile o sul tablet in pausa pranzo e conclude la visione a casa, davanti alla TV. E’ il fenomeno del place shifting  che ormai riguarda il 36% degli italiani online su base settimanale.

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Sempre a proposito di Serie TV, la crescente disponibilità di contenuti on demand favorisce le cosiddette maratone tv, in cui gli utenti vedono in sequenza diversi episodi della stessa serie. In Italia il 43% delle persone vorrebbe che tutti gli episodi delle serie preferite venissero resi disponibili ad inizio stagione, per personalizzare tempi e modalità di visione.

C'è poi la qualità della fruizione. Rileva il ConsumerLab di Ericsson che se fino a poco tempo fa la qualità SD era ritenuta lo standard di riferimento, oggi l’HD è considerato come qualità media, mentre stiamo per affacciarci al 4K. La qualità in alta definizione HD è fondamentale per il 56% degli italiani e circa il 30% pagherebbe per averla.

Infine la pubblicità. Il 53% degli italiani vorrebbe evitare le interruzioni pubblicitarie non pertinenti, e – addirittura – il 40% sarebbe disponibile a specificare al fornitore di servizi TV le preferenze per ricevere messaggi pubblicitari più attinenti.

Insomma, se proprio dobbiamo vedere lo spot, che sia adatto a me. Alla faccia della profilazione e della privacy?

Fonti: Ericsson ConsumerLab; Prima Comunicazione online.