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iTunes per Android sempre più vicino: chi lo userà?

iTunes per Android potrebbe diventare presto realtà, almeno secondo le fonti di BillBoard. Apple sta registrando un crollo nelle vendite online e le uniche strade percorribili sembrano essere due. La prima è quella di rendere accessibile (ufficialmente) iTunes anche agli utenti Android. D'altronde su Google Play App sono già presenti applicazioni di sviluppatori terzi che lo consentono. E poi non si può dimenticare che su iTunes App ci sono le app ufficiali per Google Play Music, Google Books e Google Play Movies & TV.

Insomma al momento la porta girevole è verso un'unica direzione: perché non consentire un travaso di clientela speculare?

iTunes per Android

Negli Stati Uniti la vendita online di album digitali nella prima settimana di marzo è scesa del 13%, mentre se si considera il dato anno su anno secondo Nielsen SoundScan il calo è dell'11%. Recording Industry Association of America (RIAA) ha calcolato che nel 2013 il fatturato dei download è stato di 2,9 miliardi di dollari (-3,2%). Bisogna quindi correre ai ripari: nel caso di Apple ampliando la base clienti mobile e puntando su l'unico vero fronte in espansione. Ovvero quello dello streaming online gratuito e a pagamento.

Già, ma iTunes Radio è già disponibile in America. Non è sufficiente?

Secondo gli addetti ai lavori non avrebbe intaccato in alcun modo la leadership di Pandora, anche se bisogna registrare il sorpasso su Spotify. Il servizio di streaming di Apple soffre ancora qualche limitazione ed è nelle collaborazioni con le Major che qualcosa va ancora messo a posto.

Apple vorrebbe avere la possibilità di attivare periodi finestra (di vendita) che anticipino lo sbarco sul mercato delle versioni in download.

Le statistiche dicono che lo streaming di servizi come Spotify, Pandora e YouTube, grazie ad abbonamenti, pubblicità e licenze, l'anno scorso ha fatturato negli Stati Uniti 1,4 miliardi di euro (+39%). Nel mondo la crescita è stata del 51% contro il -2,1% del mercato dei download.

Anche Steve Jobs avrebbe riconosciuto la realtà dei numeri. Proprio lui che sosteneva che la gente non avrebbe mai pagato un abbonamento per la musica…