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La BBC insegue i giovani su Internet, sfida Netflix e sposta online il terzo canale in chiaro

La BBC vuole puntare sempre più su Internet per tornare a intercettare le giovani generazioni. Il responsabile per le tecnologie del servizio pubblico radiotelevisivo britannico dice di volersi confrontare con Netflix e Amazon.

Internet sarà sempre più importante nella strategia della BCC, dice al Financial Times il responsabile per le tecnologie del servizio pubblico radiotelevisivo del Regno Unito, Matthew Postgate. Così, se le nuove generazioni non seguono più la "vecchia" televisione, il Chief technology officer sostiene che si devono "adattare produzione e programmi al nostro pubblico giovane, che ci segue sempre più online e su dispositivi portatili”. Elementare, Watson, potremmo commentare, ma il ragionamento di Postgate è molto più che una constatazione pragmatica.

Newsroom BBC Londra
Newsroom della BBC a Londra

Nell'intervista al Financial Times, la prima da quando ha assunto le redini tecnologiche dell'azienda, Matthew Postgate lascia intendere di volersi confrontare direttamente con i nuovi protagonisti della scena televisiva digitale. “Nei prossimi cinque anni – dice – la mia policy sarà Internet first. Il terzo canale della BBC, quello dedicato ai giovani, lascerà la programmazione in chiaro per essere visibile solo online. La BBC deve cambiare il modo in cui produce e realizza la propria programmazione per sopravvivere in un mare in cui è sempre più forte la presenza di realtà come Netflix o Amazon, che forniscono contenuti on-line. Sarà questo il mio lavoro nei prossimi cinque anni".

"Chi oggi si occupa di media e news è costretto a imparare la lezione per essere in grado di competere in maniera adeguata con organizzazioni che sono nate nell’era digitale” (Matthew Postgate).

E in Italia? La "vecchia" televisione tira ancora. Qualche giorno fa il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi ha detto che "dopo anni in cui lo schermo televisivo sembrava aver perso la sua centralità, materiale e simbolica, il consumo di televisione in Italia nel 2014 è cresciuto dell’1%”. Lo stesso Gubitosi, durante l’audizione alla Camera nella Commissione per i diritti e i doveri relativi a Internet, ne ha indirettamente spiegato i motivi: "l’Italia oggi ha un tasso di analfabetismo digitale pari a circa il 30% della popolazione a cui si aggiunge un ulteriore 20% di cosiddetti light user".

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