Sicurezza

La CIA entra nel PC di un senatore e cancella documenti

Gli agenti della CIA hanno violato i computer di un comitato del Senato degli Stati Uniti, con l'obiettivo di cancellare documenti che proverebbero l'uso della tortura su individui sospettati di terrorismo. La denuncia è della senatrice Dianne Feinstein, che ha chiesto invano all'agenzia d'intelligence statunitense motivazioni e scuse ufficiali. Tra l'altro la senatrice presiede un comitato che da sempre ha manifestato il proprio appoggio nei confronti della NSA e delle numerose intrusioni digitali in tutto il mondo.

Stando alla denuncia, alcuni agenti segreti avrebbero usato le proprie risorse e i propri strumenti per cancellare prove scottanti sui metodi poco ortodossi adottati nei confronti dei sospettati di terrorismo. La vicenda Snowden ci ha insegnato che l'intelligence statunitense ci va giù pesante nel forzare le leggi, come quella sui crimini informatici, ma stavolta si è gridato allo scandalo. Forse perché la "vittima" è un membro di quell'establishment che spesso e volentieri chiude un occhio?

Dianne Fenstein

La storia a quanto pare va avanti dal 2010, cioè da quanto alcuni documenti relativi all'inchiesta sulla CIA hanno cominciato a sparire misteriosamente dai computer del comitato. La CIA aveva accusato inizialmente gli specialisti IT incaricati del sistema, per poi affermare che fossero ordini della Casa Bianca. Alla fine le bugie hanno le gambe corte però, e gli agenti hanno dovuto ammettere di aver cancellato i documenti senza autorizzazione.