Criptovalute

La Cina consulterà l’opinione pubblica sul divieto di mining bitcoin

L’agenzia di pianificazione macroeconomica cinese ha invitato tutti i cittadini a presentare commenti pubblici sulla decisione presa lo scorso 24 settembre, quando l’agenzia ha aggiunto il mining di criptovalute alla sua lista di industrie obsolete, a seguito di ampie repressioni da parte delle autorità di Pechino contro i minatori di criptovalute.

Il periodo di commento pubblico durerà un mese, tra il 21 ottobre e il 21 novembre. I membri del pubblico interessati a fornire feedback sulla questione avranno quattro diverse strade per rendere note le loro opinioni, tra cui e-mail, posta fisica e sezioni di commenti sul sito web della commissione.

Ph. Marco Verch

La decisione sembrerebbe dettata dalla constatazione che gli Stati Uniti abbiano ormai sostituito la Cina come nazione dominante nel mining di bitcoin nel mondo. Gli Stati Uniti infatti rappresentano ora oltre un terzo della distribuzione globale di hash rate di mining di bitcoin, con Kazakistan e Russia rispettivamente al secondo e terzo posto.

Anche prima del giro di vite di Pechino, i minatori di criptovalute in Nord America avevano comunque ampliato la loro capacità con massicci ordini di hardware da parte di importanti produttori come Bitmain e MicroBT. Al culmine del dominio della Cina, i minatori cinesi controllavano i tre quarti del tasso di hash globale di Bitcoin.

Secondo quanto riferito, i minatori cinesi cacciati dal divieto hanno poi spostato il loro hardware in località all’estero, tra cui il Kazakistan, o in stati come il Texas e la Florida, che cercano di attirare alcune di queste società.