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La Cina definisce le malattie da Internet

Mentre nel resto del mondo si continua a discutere sulla natura delle ore passate online (pigrizia, intrattenimento o malattia?) i cinesi hanno deciso di chiarire l’argomento.

Già qualche tempo fa avevano aperto le loro cliniche per la "disintossicazione da Internet", e oggi gli psichiatri di Pechino sono giunti ad una definizione ufficiale dei mali che assillano gli internauti.

I problemi, come sempre in questi casi, sono tra i più generici, e comprendono problemi a prendere sonno, irritabilità, stress fisico o mentale, depressione, ansia, panico, necessità imperiosa di collegarsi alla rete.

Più o meno quello che succede a tutti quando riceviamo la visita della suocera. Se soddisfate tutti i requisiti, complimenti, e benvenuti nel gruppo.

Certo, ci sono anche quelli che affermano che la rete li ha aiutati a liberarsi dalla tensione, in particolare i molti adolescenti che si sentono sotto pressione da parte di genitori desiderosi, forse troppo, di vedere risultati scolastici eccellenti. Anche questo, probabilmente, rientra nella lista dei sintomi.

Non abbiamo notizie riguardo alle politiche cinesi sul trattamento di queste dipendenze, ma i precedenti non alimentano certo le buone speranze. Le cliniche cinesi, che accolgono giovani obbligati dai genitori, ricorrono, a quanto ne sappiamo, a disciplina militare, ipnosi, e, udite udite, elettroshock.

Il tutto in un accogliente ambiente completo di sbarre a porte e finestre. Tra li edulcoranti, non mancano l'agopuntura e la pallacanestro.

Buone notizie, però. Le stesse cliniche affermano che "dopo tre mesi tutti tornano a casa curati", o forse dovremmo dire "sanificati", anche se c'è sempre il rischio di una ricaduta.

Tant'è, speriamo di saperne di più prima del nostro prossimo viaggio a Shangai.

Insomma, le relazione della Cina con Internet continua ad essere segnata dal conflitto, con questa novità che si aggiunge alle numerose censure e alla recente chiusura dei cibercafé.

Una situazione che sembra assurda, se si pensa che il numero di Internauti cinesi è secondo solo a quello degli Stati Uniti, ma, a quanto pare, solo se si tratta di affari ed educazione, ma non tutta.