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La dotazione antispionaggio di Letta è all’avanguardia

Il controspionaggio italiano protegge le comunicazioni del Premier Enrico Letta con una serie di sistemi che probabilmente farebbero invidia alla stessa Merkel. L'esplosione dello scandalo NSA ha riacceso i riflettori sulla sicurezza informatica e sull'usabilità di alcuni strumenti. Ad esempio pare ormai confermato che lo spionaggio nei confronti del Cancelliere tedesco sia stato possibile grazie al suo smartphone intestato al partito della CDU. Era l'unico dei cinque in suo possesso a non essere dotato di protezione cifrata.

Letta dal suo insediamento gode di tre livelli di sicurezza: bonifica degli ambienti, schermatura dei computer, cifratura delle comunicazioni via cellulare e residenziale. Come ha rilevato uno degli uomini del controspionaggio a La Repubblica, il premier usa due smartphone (uno criptato e l'altro no), il telefono dell'ufficio con tasto "cripto", il telefono dell'appartamento di rappresentanza e quello in Consiglio dei Ministri. Poi c'è un terminale in auto, lo smartphone della moglie giornalista, il telefono di casa e quello dell'Agenzia di Ricerche e Legislazione dove spesso lavora.

"Sì pronto, sono Letta"

Su alcuni terminali è possibile attivare una modalità protetta che di fatto rende molto difficile lo spionaggio. "Quando ha necessità di una conversazione protetta, il premier avverte il centralino e parte la schermatura", spiega lo specialista. Il problema è che in movimento la procedura è più complicata poiché bisogna usare password articolate e i codici si rigenerano in continuazione. Ecco spiegata l'importanza della collaborazione del diretto interessato.

Nei viaggi comunque è sempre presente un addetto ComSec (sicurezza della comunicazioni) che dispone di una valigetta attrezzata con scanner anti cimici, telefono criptato, computer per rilevare apparecchi di registrazione audio o video, etc. Ogni luogo o dono viene attentamente controllato.

Per quanto riguarda invece la bonifica degli ambienti normalmente frequentati dal premier è tutto più facile. Si procede sia periodicamente che con visite a sorpresa usando scanner ad alta sensibilità capaci di individuare piccole cimici.  

La stanza schermata come nei film non esiste a Palazzo Chigi, ma solo presso le strutture del DIS. I nostri politici si accontentano dei 2 metri di spessore delle mura seicentesche.

Infine il capitolo personal computer è probabilmente il più affascinante. Il Premier ha in dotazione nel suo ufficio di Presidenza un PC con sistema "Tempest", che sta per Transmitted electromagnetic pulse/energy standards & testing. In pratica è schermato da eventuali intrusioni che sfruttano i segnali elettromagnetici emessi dallo schermo. "Basta puntare una potente antenna da un palazzo vicino per replicare su un altro computer la schermata su cui sta digitando il premier. Le onde elettriche diventano un tappeto volante che porta via tutte le informazioni dello schermo", ha spiegato l'esperto.

Il PC quindi non è solo dotato di tutti gli strumenti software di protezione, come un Firewall evoluto, ma anche il massimo che possa fornire la ricerca militare.

Ad ogni modo la componente umana è sempre la più debole della catena di protezione. "Al tempo della guerra del Libano", ha svelato l’allora portavoce Sandra Zampa, "Prodi gestì la crisi con il suo BlackBerry. Una domenica d’agosto scese dalla bicicletta per parlare con i cinesi, poi con gli israeliani. Sempre con il suo cellulare. Non aveva altro".