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La Francia attende la multa per l’IVA ridotta sugli e-book

La riduzione dell'IVA sugli e-book costerà alla Francia una dura sanzione. La Commissione UE ieri ha completato l'indagine a suo carico avviata nel luglio scorso, almeno secondo il quotidiano Les Echos. Com'è risaputo infatti dal gennaio 2012 l'imposta transalpina sul valore aggiunto applicata ai libri digitali è del 5,5% invece che del 19,6% come dovrebbe.

Adesso la prossima mossa spetta alla Corte di Giustizia UE, quindi è probabile che sarà consentito alla Francia di difendere la propria posizione. Dopodiché non si esclude che anche il Lussemburgo possa essere chiamato in causa poiché la sua IVA sugli e-book è stata ridotta al 3%.

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Il problema comunque è che le normative europee indicano un'IVA minima per la maggior parte dei beni e per i servizi. Gli e-book rientrano nella categoria servizi poiché di fatto immateriali. Certamente gli stati membri hanno il potere di ridurre le imposte su alcuni beni, ma esiste una procedura che va rispettata. I Governi non possono da un giorno all'altro procedere in autonomia dimenticandosi che esistono regole comunitarie.

La Francia si è già distinta per aver limato al ribasso l'IVA di alimentari, trasporti e libri, ma forse sugli e-book si è spinta oltre. Secondo i legislatori francesi tutto è avvenuto nel rispetto di un unico obiettivo: l'armonizzazione delle imposte.

Sotto il punto di vista interpretativo c'è però spazio per trovare una soluzione. Gli e-book oggi non sono ancora ben definiti: considerarli un servizio è limitativo. Non è da escludere quindi la possibilità che la Commissione UE intervenga entro la fine dell'anno sulle normative vigenti con una correzione che possa mettere tutti d'accordo.

In ogni caso non si può dimenticare che paesi come il Regno Unito e l'Olanda hanno denunciato rischi per la competizione nel settore. Ad esempio da Londra fanno sapere che le riduzioni dell'IVA di Francia e Lussemburgo sugli e-book hanno stranamente coinciso con quella delle vendite nazionali di circa 34 milioni di euro nei primi mesi del 2012.