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La legge anti-pirateria USA potrebbe devastare Internet

Pagina 1: La legge anti-pirateria USA potrebbe devastare Internet
In questi giorni i legislatori stanno discutendo il SOPA, acronimo per Stop Online Piracy Act. Si tratta di una proposta di legge ideata per fermare la pirateria, ma che in pratica mette in seria discussione la Rete come la conosciamo.

Il congresso statunitense sta discutendo una legge sulla regolazione di Internet che potrebbe finire per colpire gran parte dei siti di tutto il mondo. Nota come Stop Online Piracy Act (SOPA), si pone l’obiettivo di bloccare la pirateria negli Stati Uniti. I metodi ipotizzati però suscitano profonde preoccupazioni.

Se approvata la nuova legge darebbe al governo statunitense il potere di bloccare qualsiasi “sito canaglia” (rogue site) sospetto di violare il diritto di autore, “e visto che la gran parte dei fornitori di internet si trova proprio negli Stati Uniti, la loro lista nera si ripercuoterebbe sulla libertà di tutti”, commenta Luis Morago di Avaaz.org, organizzazione che ha già dato vita a una petizione mondiale.

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L’aspetto più discusso di questa norma è che governi e aziende (che detengono i diritti violati) avrebbero un potere enorme, che darebbe loro la possibilità di far bloccare un sito su basi molto deboli, senza dover passare per nessun processo.

“La legge darebbe al governo e a enti privati poteri senza precedenti sull’Internet Domain Name System (DNS). Il governo potrebbe obbligare ISP e motori di ricerca a ridirigere o bloccare i tentativi di raggiungere certi URL” spiega l’associazione Electronic Frontier Foundation (EFF), che fa anche l’esempio di tre famosi siti online che sarebbero a rischio sin dal primo giorno, vale a dire Etsy, Flickr e Vimeo – che si vanno ad aggiungere a YouTube. Oltre agli ISP sarebbero oggetto della norma anche i circuiti di pagamento online e i network pubblicitari; di fatto sarebbe possibile soffocare completamente uno di questi siti canaglia.

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In pratica chiunque potrebbe dire che una pagina (non necessariamente l’intero sito) viola in qualche modo il diritto di autore, e la legge permetterebbe di bloccare tutto il dominio. Sul sito della EFF c’è persino l’esempio di una lettera di denuncia. Qualcuno avrà certamente notato la somiglianza quasi perfetta con la proposta fatta in Italia dall’AGCOM di Corrado Calabrò – e poi non diteci che l’Italia non è un esempio per nessuno.

Moltissime voci si sono levate per esprimere preoccupazione e ansia: in molti infatti credono che il SOPA finirebbe per limitare troppo pesantemente le libertà individuali, un tema particolarmente sentito soprattutto negli Stati Uniti. Ripercussioni che sarebbero inevitabili anche fuori dagli States, dove comunque si sta svolgendo tutto – ieri è stata dichiarata un’intera giornata dedicata alla questione.

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Uno dei punti critici l’efficacia di questa legge è tutta da dimostrare. “Il fatto è che scritta così non fermerebbe la pirateria. Rappresenterebbe però una seria minaccia ai social media e ai contenuti degli utenti (come quelli di YouTube) su Internet. Potrebbe anche mettere in crisi alcuni dei sistemi tecnologici che sostengono Internet, e creare così nuovi rischi per la sicurezza“, scrive Mark Surman di Mozilla.

Secondo Surman e tanti altri infatti basterebbe un video discutibile su YouTube o su un blog WordPress per portare al blocco totale dell’intero dominio. Facebook e Twitter potrebbero vedersi costretti a tracciare l’attività degli utenti (tra l’altro violando così le leggi sulla privacy), e gli ISP dovrebbero creare tutti i blocchi imposti dai governatori.