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La luce diventa intelligente, è un’illuminazione!

In occasione dell'evento IOThings 2018 in corso a Milano è intervenuto Ettore Fici, rappresentate dell'Associazione Nazionale Produttori Illuminazione, che ha fornito un'interessantissima prospettiva relativa all'evoluzione dei sistemi di illuminazione. Siamo già passati dalle vecchie lampadine a incandescenza a quelle a LED, che c'è ancora da fare? Se ve lo state chiedendo, la risposta è moltissimo, […]

In occasione dell'evento IOThings 2018 in corso a Milano è intervenuto Ettore Fici, rappresentate dell'Associazione Nazionale Produttori Illuminazione, che ha fornito un'interessantissima prospettiva relativa all'evoluzione dei sistemi di illuminazione. Siamo già passati dalle vecchie lampadine a incandescenza a quelle a LED, che c'è ancora da fare? Se ve lo state chiedendo, la risposta è moltissimo, e la prospettiva vi incuriosirà.

Quello a cui abbiamo accennato infatti è – secondo la roadmap strategica da qui al 2025 – il primo di tre passaggi fondamentali, identificato dagli addetti ai lavori come "LEDification", un neologismo che non ha bisogno di spiegazioni. In pratica riassume il concetto secondo il quale il primo step per la realizzazione di un edificio intelligente è l'efficientamento energetico, che passa per il disporre di un sistema d'illuminazione efficace che assorba meno energia possibile.

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Intelligent Ligthting System

La prima fase si sta sovrapponendo alla seconda, l'Intelligent Ligthting System, che come vedremo è già in corso. La sigla di semplice interpretazione trae in inganno: Intelligent Ligthting System parte dal presupposto che la luce può essere sfruttata non solo per illuminare, ma anche come un ponte per sviluppare o offrire servizi. Fici ha spiegato che c'è una serie di apparecchi d'illuminazione installati che può dialogare con altri sistemi, collegati in rete tramite la digitalizzazione, a costi contenuti. In buona sostanza la velocità di trasmissione delle informazioni garantita dalla luce può essere sfruttata ampiamente anche nell'ambito della videosorveglianza, del controllo del traffico, delle attività commerciali e molto altro. Questo perché da una parte si possono sviluppare servizi utili, dall'altra si possono raccogliere informazioni, riallacciandosi irrevocabilmente ai Big Data e al trattamento dei dati sensibili.

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Per capire di cosa stiamo parlando facciamo qualche esempio. Quello più lampante riguarda il LiFi (Light Fidelity), ossia il servizio di connettività di rete basato sulla luce. In una situazione come quella di una metropolitana di una grande città come Parigi, il LiFi consente di gestire migliaia di clienti senza che la rete vada in crash.

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Meno lampante, ma più esplicativo è quello del Beaconing nel retail. Pensiamo per esempio a una catena di supermercati che fornisca ai suoi utenti un'app tramite la quale inserire la lista della spesa. Lasciate perdere le applicazioni attuali che ben conosciamo, e pensate a un'evoluzione in cui, una volta entrati nel punto vendita, l'app vi guiderà agli scaffali dove si trovano i prodotti selezionati. Un servizio che da una parte è utile per l'utente, dall'altra passa per la raccolta dati: sapendo quali sono i prodotti che acquistate tipicamente il gestore potrà inviarvi notifiche mirate su sconti e promozioni o condurvi davanti allo scaffale che le propone. Dall'altra potrà calcolare con la massima precisione quali sono gli scaffali più gettonati, in quali ore e in quali giorni, e disporre la merce di modo che sia più appetibile.

Un altro esempio riguarda l'illuminazione stradale: la prospettiva è quella di integrare il sistema già esistente con uno di raccolta di dati relativi al traffico: orari di maggiore afflusso, ingorghi stradali, incidenti. Non solo, mediante sistemi smart interconnessi si può alzare l'illuminazione in alcuni momenti o in determinate condizioni meteo e abbassarla in altri.

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I possibili ambiti di applicazione sono innumerevoli, quindi le possibilità sono molto ampie, pur tenendo conto del fatto che non c'è uno standard univoco e che – precisa Fici – non ci sarà perché l'evoluzione di cui abbiamo parlato coinvolge strade, aziende, uffici, abitazioni, negozi e molto altro.

Human Centric Lighting

La parte che ha attirato di più la nostra attenzione riguarda il terzo passaggio evolutivo, ossia quello dello Human Centric Lighting (HCL). Un passaggio che dovrebbe arrivare all'apice della diffusione non prima del 2025 ma che, come vedremo fra poco, esiste già in alcune circostanze. In buona sostanza si parte dalla constatazione di fatto che l'effetto della luce è fondamentale su tutte le fasi del giorno che viviamo. A seconda dell'orario, il corpo umano è esposto a temperature colore diverse di luce. La situazione ideale si vive all'aperto, peccato che noi viviamo per lo più all'interno di edifici, quindi non beneficiamo di un'esposizione corretta alla luce.

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Il dottor Fici ha citato ricerche secondo le quali, per esempio, riproducendo la temperatura corretta di luce i malati negli ospedali possono rimettersi più velocemente, gli impiegati negli uffici possono essere più produttivi, un'illuminazione corretta la sera può favorire il sonno. L'HCL quindi si pone l'obiettivo di sfruttare la tecnologia di illuminazione a LED per riprodurre negli ambienti chiusi quelle condizioni ideali di luce che possono favorire il nostro benessere, stimolando in maniera corretta il nostro organismo.

Un esempio pratico è quello relativo al "Paese ritrovato", il villaggio per la cura di malati di Alzheimer realizzato di recente nel nord Italia. Qui è implementato un sistema HCL completo, che consentirebbe ai malati non solo di subire meno gli effetti della malattia, ma addirittura di riuscire a ricordare alcune delle informazioni che avevano "perso".

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Anche in questa terza fase del progetto il controllo degli ambienti passa per i sistemi già esistenti (quindi con costi di realizzazione relativamente bassi), una connessione wireless che ne permetta il controllo e una raccolta dati, che costituiscono un patrimonio per chi ne dispone.


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