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La partenza in salita di Iliad, rischio lancio a marzo 2018

Iliad potrebbe rimandare lo sbarco in Italia con "Ho.mobile" a marzo 2018. Si parla di accordi di roaming con WindTre, TIM e Vodafone.

L'operatore francese Iliad per lo sbarco in Italia ha persino problemi di marchio: com'è risaputo non potrà chiamarsi Free Mobile e almeno per il momento sembra aver puntato su un bizzarro "Ho.Mobile". Gli italiani possono già scovarne la rete attivando la ricerca manuale sul proprio smartphone, poiché compare con l'identificativo numerico 22250.

La questione del "naming" è solo pura sfortuna. Pare che una o più aziende abbiano registrato i marchi "Free". Su tutte Vodafone che da tempo battezza in questo modo alcune delle sue offerte.

Logo iliad

Ad ogni modo questo è senza dubbio l'ostacolo meno consistente. Ben più complessa la questione copertura. Iliad ha acquisito le frequenze e 7mila impianti di Wind-Tre, ma per coprire l'intero territorio adeguatamente dovrà non solo noleggiare postazioni sulle antenne Cellnex (lo stesso fornitore di Wind) e Inwit (fornitore di TIM), ma anche stipulare contratti di roaming con i principali concorrenti.

La complessità della campagna d'armi italiana deve aver convinto la dirigenza francese a far slittare i tempi. L'anno scorso si parlava d'autunno, poi fine 2017, adesso gennaio-febbraio 2018 e qualcuno non esclude neanche marzo 2018.

L'unica buona notizia sul fronte tecnico è che Iliaid giocherà la sua partita sul fronte low-cost ma presumibilmente puntando sulla tecnologia 4G – a differenza ad esempio di Kena. Si parla infatti da tempo di un serrato dialogo con Open Fiber per dotare molte antenne di collegamento fibra. Più della metà di quelle ereditate da Wind sembrerebbero ancora affidarsi a ponti radio.

Affari & Finanza oggi rivela che la squadra italiana è ancora tutta da definire. Il quartier generale è situato nei pressi del grattacielo della Regione Lombardia, in una palazzina di viale Restelli a Milano. Tra i vicini c'è ZTE, che dovrebbe essere uno dei partner tecnici di riferimento – come già oggi per Wind Tre. In Francia il fornitore è Nokia, ma non è chiaro se si replicheranno accordi al di qua del confine.

Iliad SosTariffe.it

L'amministratore delegato non è stato ancora scelto, anche se si parla di un giovane italiano. Il management intermedio per ora sarebbe composto da una decina di specialisti, ma i cacciatori di teste sono ancora in movimento. Complessivamente a pieno regime lo staff completo dovrebbe essere di circa un migliaio di persone, tra tempo indeterminato e collaborazioni.

La sensazione è che Iliad voglia affidarsi a una struttura "leggera" che operi sotto le severe indicazioni francesi. Anche la rete di vendita potrebbe rappresentare una piccola rivoluzione per il nostro paese. Saranno creati pochi negozi mono-marca – in Francia sono solo 60. Il patron Xavier Niel vorrebbe puntare sui distributori automatici di SIM, ma in Italia le norme al riguardo mancano ancora. E quindi? Prepariamoci a un tam-tam online e offline, poi dove scoveremo le SIM lo scopriremo tra qualche mese.


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