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La Polizia UE sarà in grado di bloccare le auto a distanza

A Bruxelles c'è un gruppo di alti funzionari di Polizia che sta lavorando a un progetto segreto: "bloccare i veicoli in remoto". È tutto avvolto da segretezza e mistero, ma secondo una serie di documenti finiti nelle mani di Statewatch i difensori delle libertà civili dovrebbero mettersi in allarme. L'associazione non-profit che dal 1991 si occupa del rispetto dei diritti dei cittadini comunitari si è detta preoccupata per quella che potrebbe essere una rivoluzione tecnologia (di polizia) senza precedenti.

Polizia

L'European Network of Law Enforcement Technologies punta all'individuazione di uno standard per tutte le auto, e veicoli su ruote in genere, che possa consentire il blocco a distanza. L'idea è che nei commissariati oppure in una struttura indipendente per ogni paese vengano allestite delle sale di controllo capaci di "spegnere" auto rubate oppure sospette oppure usate per reati. Lo sviluppo previsto è di circa 6 anni e vede il coinvolgimento istituzionale dello Standing Committee on Operational Cooperation on Internal Security (UE).

Ovviamente per molti questo progetto è considerato un potenziale attacco alle libertà dell'individuo. Mentre per altri uno strumento utile per la lotta alla delinquenza.

In ogni caso sotto il profilo tecnico la questione è complessa: fermare un veicolo che viaggia anche solo a 40 km/h prevede tutta una serie di accortezze non indifferenti. Magari è prevista l'impossibilità di nuove accensioni dopo l'invio del segnale di blocco, più che lo spegnimento durante la corsa. Al solito in questa fase si possono fare solo supposizioni.