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Spazio e Scienze

La sonda Kepler è rotta: fine della caccia ai pianeti lontani?

La sonda della NASA Kepler ha dei danni quasi certamente irreversibili, che metteranno fine alla sua carriera. Si chiude così una carriera durata circa quattro anni, sufficienti per accumulare un successo memorabile.

Kepler, la sonda della NASA che caccia pianeti esterni al sistema solare, potrebbe essere alla fine dei suoi giorni. In volo da quattro anni circa, infatti, ha riportato dei danni che potrebbero metterla definitivamente fuori gioco: a far penare i tecnici a terra è il sistema di puntamento.

Al centro del problema ci sono i tre giroscopi (o ruote di reazione) usati dalla sonda. Uno si era già rotto l'anno scorso, ma per fortuna c'era quello di riserva. Ora però un altro sembra aver dato forfait, e non c'è nessun sostituto che possa prendere il suo posto.

Kepler

Questi dispositivi hanno un compito vitale: servono a orientare il telescopio, così che possa "puntare" luoghi lontani della galassia ed eventualmente trovare pianeti simili alla Terra, com'è accaduto meno di un mese fa. Senza un sistema che lo aiuti a posizionarsi correttamente, però, l'utilità di Kepler è pressoché nulla; impossibile rimettere la sonda in una posizione precedente con la stessa precisione – un'azione vitale per la ricerca.

"Kepler è stato un enorme successo. Ha segnato una rivoluzione nella nostra comprensione dei sistemi planetari", spiega Raffaele Gratton dell'INAF. Aggiunge poi che questa sonda ha rimandato a terra una mole enorme di dati, la maggior parte dei quali deve ancora essere esaminata. E potrebbe anche continuare a mandarli, ma sarebbero poco o per nulla utilizzabili.

Peccato, perché a questa macchina qualcuno si era affezionato. Come non amare quell'occhio solitario che scruta la vastità che ci circonda, instancabile e determinato nella sua missione?