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La truffa del Bonus Cultura 18app: la GdF ha individuato 700 furbetti

MISE e GdF hanno scoperto almeno 700 persone che hanno abusato del bonus cultura 18app, approfittando dei 500 euro per una compravendita di beni vietati.

Il bonus cultura, 18app, ha messo nei guai 700 persone: secondo la Guardia di Finanza ne è stato fatto un uso indebito per un ammontare di 1,6 milioni di euro. La scorsa settimana il Ministero per i Beni culturali e la GdF hanno confermato l’esito di una serie di accertamenti che hanno confermato una frode ai danni dello Stato basata sulla compravendita di beni – spesso smartphone o altri dispositivi; in manifesta violazione delle restrizioni imposte dai regolamenti. Solo gli insegnanti possono acquistare hardware e software. Il rischio per i giovani e i negozianti coinvolti  è quello di una pioggia di sanzioni che potrebbero arrivare al triplo del bonus ottenuto. Quasi una doppia beffa, perché recentemente si è acceso un legittimo dibattito sull’eventuale inclusione di personal computer e altri dispositivi nelle liste ufficiali.

Com’è risaputo 18App mette a disposizione 500 euro ai diciottenni per l’acquisto di musica, libri, biglietti per il cinema, mostre, spettacoli teatrali, etc. Non è prevista in alcun modo la possibilità di spenderli per altre attività o prodotti, ma alcuni negozianti compiacenti hanno dato vita a un mercato “alternativo”.

Per questo motivo mercoledì scorso il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, e il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, hanno firmato un protocollo d’intesa volto a “promuovere un costante interscambio di dati, notizie e informazioni utili per le attività di rispettiva competenza nonché a potenziare le iniziative a contrasto dei fenomeni di frode connessi con le pubbliche erogazioni”. Insomma, la prospettiva è di effettuare controlli nel settore della spesa pubblica, in base a mirate analisi di rischio che comprendono anche “bonus cultura 18 app”.

“Sono particolarmente soddisfatto della firma di questo accordo che rafforza le collaborazioni in atto con la Guardia di Finanza”, ha dichiarato Bonisoli. “Nel pieno rispetto delle attribuzioni rimesse alle varie forze di polizia, abbiamo individuato spazi significativi per rendere ancor più efficaci e sinergici i rapporti tra Mibac e GdF. Le competenze di polizia economico-finanziaria del Corpo sono per noi, soprattutto in questa fase, un notevole valore aggiunto, specie nell’ambito di progetti riguardanti i controlli su interventi di grande rilevanza e impatto economico sui territori”.

Da ricordare infine che tutti i nati nel 2000 avranno tempo fino al 30 giugno per iscriversi alla piattaforma 18App ed accedere al bonus. Qui ogni dettaglio.