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La vera minaccia non è perdere tutti i posti di lavoro

Esiste un discorso pubblico sui pericoli dell'automazione, e in particolare su come l'avanzamento tecnologico minacci il modello economico basato sul lavoro individuale. In estrema sintesi, si ritiene che la cosiddetta "quarta rivoluzione industriale" porterà alla perdita di praticamente tutti i possibili posti di lavoro – e stavolta senza generarne di nuovi a compensazione.

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Si tratta di un discorso in divenire, al quale ognuno di noi ha dato e dà il proprio contributo. Ma la disoccupazione globale non è la vera minaccia quando si parla di Intelligenza Artificiale, e ce lo ha ricordato nuovamente su Twitter il famoso entrepreneur Elon Musk.

Riferendosi all'automazione e a un'ipotetica "apocalisse robot" Musk ha infatti commentato che sarà "senz'altro dirompente. Il vero rischio è la Deep AI, però, non l'automazione". La questione economica è rilevante dunque, ma d'altra parte stiamo già pensando a possibili soluzioni e probabilmente ci arriveremo in tempo. Musk per esempio suggerisce il Reddito Base Universale, e il fondatore di Microsoft Bill Gates ha un'idea simile. Paradossalmente, potremmo usare proprio l'AI per risolvere la questione.

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Elon Musk

Le pochissime parole di Elon Musk forse meritano un tentativo di spiegazione.

Se la questione del lavoro perso non è il "vero rischio", allora di cosa parla Elon Musk? Come abbiamo avuto modo di affrontare nella serie di articoli rivoluzione AI, stiamo parlando di un vero e proprio rischio esistenziale. Vale a dire della possibilità che l'Intelligenza Artificiale inneschi l'inevitabile estinzione del genere umano. Può suonare paranoico e catastrofico, ma tutti gli esperti sono d'accordo sul fatto che è una possibilità da considerare con la massima attenzione. Persino i più ottimisti come Raymond Kurzweil non arrivano a scartare del tutto questo rischio.

Come e quando

Ma in che modo l'Intelligenza Artificiale potrebbe cancellarci dalla faccia delle Terra? E quando potrebbe accadere? Nessuna delle due domande ha una risposta certa e assoluta, e non potrebbe essere altrimenti perché stiamo parlando di immaginare il futuro.

Riguardo al quando, stiamo cercando di prepararci ad affrontare i rischi maggiori entro la fine del secolo, meno di 40 anni secondo le previsioni più azzardate.

Riguardo al come, è un problema è di programmazione: andiamo verso la realizzazione di un'intelligenza artificiale generale, in grado cioè di competere con la mente umana sotto ogni punto di vista. Quella Deep AI citata da Musk, poi, è con ogni probabilità quella che in passato abbiamo descritto come superintelligenza e che molti indicano con il termine singolarità.

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Ray Kurzweil

Quest'ultima è un'intelligenza artificiale infinitamente superiore a quella di un essere umano. L'ipotesi è che un'entità del genere – di solito si usa il termine agente – conserverà il proprio obiettivo originale, sia esso produrre graffette o renderci tutti felici.

Se diciamo a un'AI di renderci tutti sorridenti, essa troverà un modo di ottimizzare le risorse e potrebbe sottoporci tutti a chirurgia bloccando il sorriso sui nostri volti. Se le chiediamo di renderci tutti felici, potrebbe semplicemente bloccare tutte le aree del cervello e sovrastimolare i centri del piacere. Saremmo idioti felicissimi. In entrambi i casi l'Ai avrebbe raggiunto il proprio obiettivo.

L'Ai cercherà perseguire il suo obiettivo applicando tutto il suo infinito potere. Ed è proprio qui il problema: siamo praticamente sicuri che, a meno di una giusta prevenzione, la AI finirà per vedere l'essere umano come un ostacolo sul suo percorso. E finirà dunque per liberarsi di noi così come noi togliamo le briciole dal tavolo.

Se le chiedi di eliminare l'inquinamento artificiale dal pianeta, probabilmente capire che la soluzione migliore è azzerare l'attività umana. Quale modo migliore per farlo che eliminare tutti gli esseri umani?

Potremmo fermarla? Impedire che il suo operato abbia conseguenze disastrose? Sì, ma solo fino a un certo punto. Se riesce ad acquisire il potere necessario (avrebbe molti modi possibili) non avremmo alcuna possibilità. Dobbiamo quindi pensarci prima, e cercare di realizzare un'AI che per design non ci possa sterminare – non è un compito facile.

Nel prossimo futuro potremmo vedere il sistema economico mondiale completamente distrutto, e questo può sicuramente far paura. È una prospettiva che tuttavia possiamo affrontare, anzi forse proprio con l'aiuto delle AI. Musk però ci mette in guardia da un futuro senza di noi, ed è sicuramente qualcosa che tutti vogliamo evitare.