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L’AGCOM parla di TV italiana e banda larga

Corrado Calabrò, presidente dell'AGCOM, ha fatto il punto sulla tecnologia italiana in campo televisivo e non solo.

Calabrò ha dapprima rimproverato la TV italiana per i contenuti, ammonendo il servizio pubblico su un obiettivo da non dimenticare: "Qualità della programmazione e diffusione di stimoli culturali".

Troppa attenzione sugli ascolti è controproducente per un servizio di qualità che deve essere sempre assicurato perché "L'influenza della televisione sul costume e sulle opinioni è ancora enorme. Per parecchi rappresenta una forma di validazione della realtà; per non pochi è la vera realtà, sostitutiva di quella vissuta, come dimostra il successo dei reality show".

Infine, ha fatto un chiaro riferimento alla libertà d'informazione in RAI, che non deve essere soggetta a correnti politiche.

Per quanto riguarda il digitale terrestre, Calabrò ha spiegato che bisogna accelerare e in questo caso è proprio la RAI a dover inseguire (per questo l'ultimo "incentivo" non ci suona così strano).

Rimanendo in tema di digitale, segnaliamo che dal 10 novembre il comitato Italia Digitale estenderà all'intera Sardegna la sperimentazione dello switch off con Rai, Mediaset e Telecom Italia Media, già realizzata nell'area di Cagliari e provincia. In questo modo chi vorrà vedere la televisione dovrà essere "digital ready". L'intero paese "dovrebbe" passare al digitale nel 2012 e le prossime regioni a sperimentare il salto saranno il Trentino Alto Adige e il Piemonte.

Per quanto riguarda la rete telefonica/Internet, il presidente
dell'AGCOM ha ammesso che molto dovrà essere fatto per togliere il
monopolio dalle mani di Telecom Italia:

"L'AGCOM ha identificato Telecom Italia come operatore dominante in
tutti i (quattordici) mercati che riguardano la rete fissa, sia nel
caso della fornitura dei servizi all'ingrosso (wholesale), sia nel caso
dell'offerta di servizi al dettaglio (retail). Il problema
concorrenziale individuato nell'ambito di tali analisi deriva dalla
disponibilità esclusiva in capo all'ex monopolista di una rete
integrata (trasporto e accesso) e, in particolare, di una rete
d'accesso capillare".

Calabrò pone l'accento sul fatto che sarà molto difficile cambiare la situazione,
ma sono già partite le manovre per aumentare la concorrenza nel
mercato: tra queste c'è la separazione funzionale della rete.