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L’Antitrust UE bacchetta Broadcom: deve sospendere le pratiche anti-concorrenziali

La Commissione europea ha ordinato a Broadcom di sospendere immediatamente alcune disposizioni contenute negli accordi con sei dei suoi principali clienti che potrebbero generare “seri e irreparabili” danni alla concorrenza. Il tema è risaputo: il colosso statunitense nel 2018 è stato condannato dalla UE a pagare una sanzione di 997 milioni di euro per pratiche anti-concorrenziali nel mercato delle licenze legate ai brevetti dei semiconduttori; a giugno 2019 è stato nuovamente messo sotto indagine per azione analoghe nel settore dei chipset per set-top-box TV e modem.

Oggi la commissaria responsabile della politica di concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato: “Abbiamo forti indizi che Broadcom, il principale fornitore mondiale di chipset utilizzati per set-top box e modem TV, si sta impegnando in pratiche anti-concorrenziali. Il comportamento di Broadcom è suscettibile, in assenza di intervento, di creare un danno grave e irreversibile alla concorrenza. Non possiamo permettere che ciò accada, altrimenti clienti e consumatori europei dovrebbero affrontare prezzi più alti e meno scelta e innovazione. Pertanto abbiamo ordinato a Broadcom di interrompere immediatamente la sua condotta”.

Fra le presunte pratiche anti-concorrenziali vi sono esclusività, degrado dell’interoperabilità, uso abusivo dei diritti di proprietà intellettuale, etc.

Bisogna ricordare che Broadcom oggi è considerata in Europa come realtà dominante nei settori dei chip per set-top box TV, modem fibra e modem xDSL. Ad almeno sei produttori ha applicato come disposizioni anti-concorrenziali “obblighi di acquisto esclusivi o quasi esclusivi e vantaggi commerciali, come sconti e altri non vantaggi legati al prezzo (ad esempio, accesso anticipato alla sua tecnologia e supporto tecnico premium) che sono subordinati al fatto che il cliente acquisti questi prodotti esclusivamente o quasi esclusivamente da Broadcom”. Broadcom dovrà conformarsi alle misure imposte dalla Commissione entro 30 giorni.