Sicurezza

L’Apple Card non viene concessa a tutti: Goldman Sachs non vuole rischi

L’Apple Card, la nuova carta di credito che è disponibile negli Stati Uniti da agosto, è concessa solo ai correntisti classificati come buoni “pagatori”. In pratica Apple e Goldman Sachs, la banca partner del progetto, stanno selezionando con accuratezza i clienti.

“I tassi di approvazione nelle prime fasi sono stati più bassi”, ha dichiarato David Solomon, AD di Goldman, in occasione dell’ultima trimestrale. “Questa è una decisione che Goldman Sachs sta prendendo come banca, ma lo stiamo facendo di concerto con Apple”. Come a dire che i punteggi di credito sono l’elemento di selezione più importante.

Secondo gli addetti ai lavori è probabile che in questa fase si vogliano ridurre al minimo i rischi: l’Apple Card è per chi può garantire nel tempo di poter pagare. Sembra bizzarro eppure funziona così. Si presta il denaro a chi non ne ha bisogno. Perché in fondo il  business più sicuro è quello delle commissioni di interscambio legate alle transazioni, più che l’addebito di interessi a chi rischia di andare in default. Goldman Sachs non vuole rischiare. Anche perché ci ha investito circa 300 milioni di dollari e per accelerare i tempi di sviluppo è stata costretta nell’ultima fase ad allocare migliaia di suoi specialisti per risolvere ogni criticità – compreso un bug.

Apple, come spiega Wall Street Journal, inizialmente avrebbe voluto applicare a tutti i clienti lo stesso tasso di interesse ma Goldman è stata irremovibile sulla questione e oggi il tasso è compreso in una forbice che va dal 13% al 24% a seconda dei clienti. Però ha dovuto concedere di eliminare penali e soprattutto di non poter usare i dati dei clienti.