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Laser scanner 3D, addio ai furbetti degli incidenti stradali

Il laser scanner Riegl VZ-400 potrebbe fare la differenza anche in indagini più delicate, in casi di omicidio o stupro. La polizia dell’Essex, in Gran Bretagna, lo sta già usando per fare rilievi tridimensionali degli incidenti stradali e si tratta di una macchina potente, che fotografa la scena del crimine con dettagli finora mai raggiunti. Il luogo del delitto può essere scansionato da varie posizioni e poi, collegando le immagini, si ottiene il rilievo dell’ambiente. Si possono quindi generare tavole 3D, piante, sezioni verticali e orizzontali utili a ricostruire il delitto.

La polizia britannica ha cominciato dagli incidenti stradali perché il laser scanner, testato sulle strade londinesi, ha permesso di raccogliere il trenta percento di informazioni in più nella metà del tempo, rispetto ai metodi tradizionali manuali. Il che significa dimezzare i tempi di chiusura o inagibilità di una strada, dopo un incidente, e avere a disposizione una copia virtuale della scena del crash da usare come prova per accertare le responsabilità. Lo scanner raccoglie prove utilizzando un fascio laser per rilevare e registrare 120.000 piccoli dettagli al secondo della scena del crimine, mentre ruota lentamente su un asse di 360 gradi.

Nel 2010 in tutto il Regno Unito ci sono state più di 18.000 chiusure autostradali totali o parziali, per una durata complessiva di ventimila ore. Dopo il successo dei test, altre venticinque forze di polizia britannica avranno presto in dotazione il laser scanner. La macchina è prodotta dal gruppo austriaco Riegl. In Italia il laser scanner VZ-400 è distribuito dalla Microgeo, che così ne descrive l’uso potenziale da parte delle forze dell’ordine:

“In pochissimi minuti, attraverso una scansione laser, siamo in grado di restituire dati accurati di rilievo della scena del crimine e di incidenti, in interno o in esterno. Questi dati permettono un valido e preciso supporto alle fasi investigative “congelando” la scena del crimine scansionata e documentando lo stato di fatto. Questi dati possono poi esser portati in fase di dibattimento poichè vengono ritenuti giuridicamente affidabili“.

“Controlli in 3D: l’applicativo Visual Sensor Fusion (VSF) sviluppato dalla danese DelftTech BV può combinare nuvole di punti 3D con immagini 2D (scattati da telecamere di sorveglianza). Una persona virtuale può essere introdotta nella nuvola di punti e grazie alle immagini 2D è possibile adattarne le dimensioni. In questo modo le ipotesi formulate possono trovare velocemente conferma o smentita in base a complete valutazioni geometriche”.

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione