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Le 5 più belle storie dedicate a Batman

Nato nel 1936, dalla fantasia di Bob Kane e Bill Fingers (con il primo che, si scoprì col tempo, aveva fondamentalmente ripreso i tratti salienti di The Shadow), Batman è da oltre 80 anni uno dei punti di riferimento del mondo del fumetto.

Un personaggio la cui importanza, bellezza e carisma hanno traghettato la DC Comics anche nei momenti più bui, riuscendo di volta in volta a reinventarsi secondo i canoni e le mode del momento, e trasformandosi da giustiziere, ad amabile figura pop, a Cavaliere Oscuro violento e dedito alla vendetta.

Negli anni sono state numerosissime le storie di Batman che hanno lasciato il segno, ed oggi, con la celebrazione del Batman Day (ovvero il giorno che DC Comics ha dedicato al personaggio con attività in tutto il mondo) abbiamo deciso di offrirvi le "5 più belle storie" dedicate all'Uomo Pipistrello. 

Ovviamente è impossibile riassumere realmente il meglio del meglio in sole cinque posizioni, ma abbiamo provato a proporvi quelli che, a nostro giudizio, sono comunque cinque imprescindibili capisaldi della narrativa del pipistrello. 

Arkham Asylum: Una seria casa su un serio suolo

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Di marginale ispirazione per l'omonimo videogame, Arkham Asylum non mette al centro semplicemente Batman ed una delle sue nemesi, ma l'intero manicomio di Arkham, dove i supercriminali con disturbi psichici vengono rinchiusi nella speranza (vana) di una terapia psichiatrica.

Scritto dal geniale Grant Morrison, e disegnato dallo straordinario Dave McKean, che con la sua tecnica mista mise in scena tavole dall'aspetto inquietante e surrealista.

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La storia racconta alcuni dettagli e retroscena sul manicomio di Arkham, e sul suo fondatore, Amadeus Arkham, mescolando in modo intelligente diversi e suggestivi riferimenti culturali e letterari come la letteratura di Carroll, quella di Lovecraft, lo stile dei pittori surrealisti e persino i principi di fisica quantistica di Jung.

Come i Beatles nella loro fase sperimentale, così Morrison e McKean si divertono a creare una storia dal carattere surreale, apparentemente sconclusionato, in forte contrasto con la lettura supereroistica dell'epoca che, soprattutto grazie al lavoro di Miller ed al Watchmen di Moore, aveva proposto dei supereroi/vigilantes immersi in contesti realistici, finanche politicizzati.

Arkham Asylum è invece del tutto surreale, praticamente onirico, e rappresenta a tutti gli effetti una versione "nel paese delle meraviglie" del personaggio e dei suoi principali antagonisti tra cui svetta, ovviamente il Joker.

E se fosse Batman il pazzo in un mondo di sani di mente?

Batman: Il lungo Halloween

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Per le strade di Gotham City si aggira un serial killer che, non si sa per quale motivo, miete le sue vittime solo in concomitanza delle festività. 

Jeph Loeb e Tim Sale ci riconsegnano una delle più memorabili storie di investigazione del Pipistrello, in cui Batman può mostrarsi non come semplice vigilante, ma nelle vesti di "miglior detective del mondo". 

Seguendo un arco narrativo di ben un anno, ambientato alle origini della carriera dell'eroe, Il lungo Halloween spezzetta le indagini di Bats attraverso i suoi capitoli, configurandosi come una storia cupa e ammaliante, dal forte carattere noir.

La storia ha in sé le caratteristiche principali della narrativa del personaggio: un grande impianto visivo, una storia spessa e articolata, la caccia ad un maniaco tra le strade di Gotham, ed anche la comparsa di alcuni memorabili villain del personaggio.

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Non si tratta di una storia segnante per la carriera di Batman, ma lo è certamente per il lettore che attraverso la storia può capire a fondo le meccaniche narrative proprie del personaggio e del suo universo. 

Al di là di questo, si tratta anche di un racconto splendidamente disegnato, riconsegnatoci dalle abili mani di Tim Sale, certamente nel novero dei più importanti e caratteristici artisti legati al personaggio. 

Il lungo Halloween, per altro, ha goduto anche di un sequel, Vittoria oscura, che seguendo lo stesso modello narrativo, racconta di un'indagine lunga un altro anno per il Cavaliere di Gotham, raccontando al contempo le origini del primo Robin, Dick Grayson. 

The Killing Joke

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Alan Moore e Brian Bolland scrivono le origini più desiderate dai lettori di Batman e con The Killing Joke, ci riconsegnano la tormentata e folle storia del Joker, e di come questi sia diventato, con il tempo, il Principe del crimine di Gotham.

The Killing Joke è una storia cupa, martoriata, violenta che tanto ha fatto discutere a causa delle sue scene forti con protagonista la violenza e l'abuso della povera Barbara Gordon. 

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Muovendosi su due piani temporali completamente diversi, ovvero il passato ed il futuro, The Killing Joke divide il Joker tra follia e ragione, cercando di dare un senso al bisogno di caos, che pare la natura scatenante delle azioni del villain.

Che cosa ha spinto il Joker oltre il baratro della follia? Perché, insomma, il clown fa quello che fa? Moore ci propone un racconto drammatico, in cui oltre ad esplorare le ragioni del personaggio, cerca di proporre una nuova chiave di lettura del rapporto tra eroe e nemesi, tra cui non esiste un confine netto, ma una linea sottile e, apparentemente, molto fragile. 

Si tratta di una delle storie più belle in assoluto del Pipistrello, e di sicuro quella più importante per la maturazione del personaggio del Joker.

Proprio di recente, per altro, DC Comics, attraverso la sua divisione dedicata all'animazione, ne ha proposto una versione animata in parte colma della stessa carica sessuale e violenta. 

The Killing Joke è stata la base da cui Warner Bros è partita per lo sviluppo del suo Batman: Arkham Origins, capitolo "filler" della serie di videogame Rocksteady, con molto più carattere di quanto non si crederebbe. 

Il Ritorno del Cavaliere Oscuro

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Non semplicemente un classico di Batman, ma un classico del fumetto mondiale!

Dopo la consacrazione al mondo del fumetto avvenuta per mezzo delle pagine di Daredevil, Frank Miller approda in DC Comics direttamente sulle pagine dell'Uomo Pipistrello dove, invece di dedicarsi alla serie regolare, si cimenta in una storia incentrata su di una versione cupa e opprimente del mondo DC.

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Miller riporta Batman alle sue origini più violente, sganciando il personaggio dall'eredità degli anni '60 e '70 (il Batman pop di Adam West) e rimettendolo su strada nonostante il peso degli anni.

Il Batman de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro non è più il giovane ipertrofico delle origini, questo è un Bruce Wayne che va per i sessanta, e che da tempo ha appeso la cappa al chiodo, divorato com'è dal rimpianto di non aver impedito all'amico di sempre, Superman, di diventare un gerarca dal pugno di ferro.

Ma anche arresosi ai propri demoni, che dopo averlo divorato per anni lo hanno lasciato stanco e malconcio. Resosi tuttavia conto di essere l'unico a poter mettere un freno a Superman, la cui natura aliena lo rende ancora una macchina inarrestabile, Batman si armerà di coraggio e di armatura per sconfiggere il suo ex compagno, conscio di stare per affrontare l'ultima battaglia della sua vita.

DarkKnight

Miller ci riconsegna una delle storie più belle e complesse dedicate al Pipistrello. Ogni pagina è disegnata e pensata per trasmettere pathos ed epica, onde consacrare all'immaginario collettivo una versione dark, quasi post-moderna del Pipistrello.

Un Batman grintoso, disilluso ma anche tremendamente determinato, il cui profilo sarà di base al rilancio narrativo del personaggio, con una caratterizzazione che ha fatto scuola e che, ancora oggi, è di ispirazione in ogni media che voglia rifarsi al mito dell'Uomo Pipistrello. 

Batman: Anno uno

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Ci sono molte versioni delle origini di Batman, ognuna delle quali cerca di proporre una propria prospettiva sul personaggio, un nuovo punto di vista da parte di un comprimario, o semplicemente un "aggiornamento" che renda la genesi del personaggio più moderna e accessibile.

Tuttavia nulla batte il retelling che Frank Miller e David Mazzucchelli effettuarono con il loro straordinario Batman: Anno uno nel 1987. Chi si schierò con il Pipistrello alle origini della sua lotta contro il crimine?

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Come si instaurò il rapporto tra il Crociato Incappucciato e Jim Gordon (all'epoca non ancora Commissario, ma Tenente)?

Anno uno non è una storia che si concentra sulla caccia a un grande villain, non si prostra nel tirare in ballo i volti più iconici di Gotham City, al contrario si concentra sul rapporto tra Batman e Gordon, due volti della stessa medaglia, quella della legge, che tuttavia si approcciano al crimine con metodi antitetici ed in apparente contrasto.

Più che la semplice genesi del personaggio, Anno uno è la storia delle origini della crociata del Cavaliere di Gotham, e di come questa si sia intrecciata con la vita del futuro Commissario di polizia, per altro intralciato dalla corruzione del suo stesso Dipartimento. 

Di Batman: Anno uno è stata prodotta anche una versione animata, molto fedele alla controparte cartacea, come da tradizione per gli ottimi DC Animated Studios, la divisione dedita all'animazione della DC Comics. 

Alle spalle c'è il bagaglio dei due personaggi, il loro arrivo/ritorno a Gotham, con una particolare attenzione per l'addestramento di Bruce Wayne che, in una sorta di esilio forzato, girerà per il mondo al fine di maturare le abilità che lo trasformeranno, poi, nel temibile Batman.

Se oggi abbiamo Batman: Begins di Nolan, è grazie proprio ad Anno uno.


Tom's Consiglia

Se dopo la lettura ti senti in vena di provare qualcosa di nuovo a tema Batman, allora dai un'occhiata al nuovissimo Batman Ninja!