Spazio e Scienze

L’evoluzione è ovunque, Darwin la vedeva così. E voi?

Molti accetterebbero di essere parenti degli animali (ovvero di essere essi stessi animali) o di avere un antenato comune con scimmie, ricci di mare o addirittura con sanguisughe e spugne, ma, quando nella spiegazione della ragione per cui nella storia della vita tutto sia come sia spunta il 'per caso', la teoria diventa difficile da accettare e digerire.

La nascita del Cosmo e l'origine dei pianeti del Sistema Solare è appassionante, nella misura in cui siamo genuinamente curiosi (o meglio io lo sono) di cercare di capire come sia nato il nostro pianeta. Da qui a chiedersi come si sia sviluppata ed evoluta la vita sulla Terra il passo è breve. Creazionisti ed evoluzionisti hanno ciascuno il proprio punto di vista, e non mi permetto in questa sede di contestare una o l'altra posizione ideologica. Mi limito a proporre la lettura di "L'evoluzione è ovunque. Vedere il mondo con gli occhi di Darwin", un libro che ho divorato e che rileggerei daccapo un numero indefinito di volte per la chiarezza dell'esposizione, la semplicità di fruizione e l'approccio acuto nella trattazione.

L'evoluzione è ovunque

L'autore è Marco Ferrari, noto giornalista che i lettori di Focus sicuramente conoscono e apprezzano, e che ha una capacità notevole di fare una trattazione rigorosa dal punto di vista scientifico, non banale ma nemmeno tediosa, grazie a un livello di dettaglio che a mio avviso costituisce la mediazione ideale fra la banalizzazione e il testo specialistico. Il risultato è che chi vuole approcciare l'argomento dell'evoluzione trova il libro molto interessante e a tratti illuminante, e se alla fine il lettore decide di voler fare ulteriori approfondimenti trova una quantità elevata di rimandi a testi e articoli scientifici, che peraltro dimostrano anche l'accurato lavoro di documentazione.

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Il primo aspetto che ho apprezzato è la varietà degli argomenti: mi aspettavo un libro fortemente virato sulla biologia, ma Ferrari ha ampliato sapientemente il tiro allargandolo all'ambito dell'agricoltura, della medicina, dell'economia e della tecnologia. Questo rende il testo variegato, per nulla noioso e molto appassionante, tanto che "una pagina tira l'altra" e lo si finisce (purtroppo) in tempo record.

nel segno di darwin 2

In secondo luogo l'autore si è preso la briga di segnalare imprecisioni ed errori comuni legati al darwinismo, come la metafora sugli "anelli mancanti" o la "sopravvivenza del più forte", e di inserire chicche curiose su alcuni aspetti della quotidianità con cui abbiamo sempre avuto a che fare senza capirne l'origine.

Un altro aspetto che personalmente mi è piaciuto molto è l'avere affrontato il ginepraio del creazionismo: se questo passaggio fosse mancato sarebbe stato un testo secondo me incompleto, sintomo di un nascondersi dietro a un dito per scansare il dibattito. Invece Ferrari da buon scienziato ha argomentato punto per punto i differenti punti di vista. Se in tutto il resto del libro è aperto a differenti posizioni, senza sostenere tesi particolari, in quest'ambito la presa di posizione è netta:

"Purtroppo però non sono grilli parlanti della scienza, coscienze nascoste che spingono a fare meglio, nella comunicazione e nella ricerca, quanto individui che, non accontentandosi delle spiegazioni, le respingono tutte a priori, per buone che siano".

Ovviamente ciascuno è libero di pensarla come vuole, ma resto dell'opinione che raffrontarsi con rigore intellettuale con le ipotesi e le teorie altrui sia sintomo di maturità e di acume intellettuale.

Se il libro si fosse fermato alla sintesi della spiegazione evoluzionistica ve lo presenterei solo come una storia appassionante di diversità, di compromessi, di imperfezioni e di tutti quegli elementi che nonostante tutto hanno funzionato.

La svolta, l'idea vincente di Ferrari, è stata quella di proporre una serie di interessanti chiavi di lettura per interpretare quasi tutto quello che ci riguarda in chiave darwiniana. Dalla medicina all'agricoltura, l'impronta darwiniana secondo l'autore è rilevabile quasi ovunque, tanto da portarlo a chiedersi e a chiedervi: "come fate a non vederla?"

PS. Un lettore mi ha proposto di pubblicare anche recensioni di libri scritte da voi lettori: chi fosse interessato può scrivermi un messaggio diretto su Twitter @ettorins o al mio indirizzo email (elena.regarbagnati@tomshw.it).

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