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Linux salta sull’iPhone, per ora zoppicante

Gli sviluppatori che si dedicano a sbloccare l'iPhone hanno messo a segno un altro colpo. Sono riusciti, infatti, ad avviare il dispositivo con un kernel Linux 2.6. L'annuncio ufficiale, le istruzione e il codice sorgente sono stati pubblicati sul blog ufficiale.

L'operazione, tuttavia, è solo parziale. Per ora sono attivi bootloader, kernel e Busybox, ma mancano ancora molte funzioni importanti, come il supporto per il touchscreen, caratteristiche audio, accelerometro e caratteristiche di rete. Gli input, quindi, devono essere inseriti tramite l'interfaccia USB, con i quali, in ogni caso, non si potrà fare granché.


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Insomma, potete levarvi il capriccio di installare Linux sull'iPhone, ma poi non potrete farci nulla. Un puro esercizio di stile? Forse, ma anche un primo passo importante, che apre la porta a sviluppi futuri interessanti, non ultimo l'installazione di altri sistemi operativi. Gli sviluppatori stessi hanno citato Android.

Il gruppo che ha scritto il codice è un'emanazione del DevTeam, già responsabile dello sblocco dell'iPhone 3G, che rende possibile sbloccare il telefono,  installare qualsiasi applicazione e anche usarlo con un operatore diverso da quello stabilito dal contratto.

Ricordiamo che l'installazione di software non autorizzati è vietata dal contratto e porta alla decadenza della garanzia.

Nel frattempo Apple festeggia il raggiungimento di un traguardo storico, con ben diecimila applicazioni presenti su AppStore. Di queste, 2400 sono gratuita e 3500 costano 99 centesimi. Per gli utenti, questa è senz'altro una notizia più interessante, visto che ben pochi avranno voglia di mettere mano a un dispositivo che funziona, magari non alla perfezione, e costa centinaia di euro.