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L’Italia è la più brava di tutti nel fare pubblicità ai siti pirata

L'Italia è il paese comunitario con il più alto numero di istanze di blocco per siti pirata: 238. Il Regno Unito, che è in seconda posizione, si ferma a quota 135, poi arriva la Danimarca con 41. Ieri il Consigliere Generale UE Okke Visser, in occasione della iCLIC Conference di Southampton, ha mostrato i risultati di un'indagine effettuata da MPAA Europe, l'associazione che cura gli interessi degli operatori cinematrografici.

site blocking eu
504 richieste di blocco in Europa

Ebbene, in Europa al momento vi sarebbero almeno 504 richieste di blocco, per altro in alcuni casi legate alle medesime piattaforme, come ad esempio Pirate Bay e KickassTorrents. L'AGCOM si sta dimostrando la più attiva, ma lo scenario italiano pare anche il più soggetto al cosiddetto "effetto Streisand".

In pratica i siti pirata guadagnano grande visibilità a seguito dei blocchi indiscriminati – se i server sono all'estero c'è poco da fare – e spesso con la semplice sostituzione dei DNS la comunità degli utenti scopre nuove risorse, fino a poco tempo prima magari sconosciute.

Ecco spiegato forse il motivo per cui in alcuni paesi il dibattito sui blocchi prosegue. In Svezia non esistono, mentre procedono le cause legali. Stesso approccio in Olanda dove però si è accesa una querelle direttamente con gli Internet Service Provider.

In Germania, Polonia e Romania la politica dei blocchi non sembra essere all'ordine del giorno. In Austria è scattata nei confronti di 6 piattaforme ma solo come diretta conseguenza di una causa legale contro Pirate Bay e altri siti.