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Lo schermo più sottile del mondo è una bolla di sapone

All'Università di Tokyo sono riusciti a usare membrane analoghe alle bolle di sapone come schermi trasparenti e ultrasottili su cui proiettare immagini: la tecnologia ha molte applicazioni commerciali e per questo è già stato chiesto di brevettarla.

I ricercatori dell'Università di Tokyo hanno sviluppato lo schermo più sottile del mondo: è costituito semplicemente da una bolla di sapone. A voler essere precisi la bolla non è esattamente una bolla ma una membrana e non è nemmeno di sapone ma di una miscela colloidale più complessa, che oltre al sapone comprende anche altri componenti tra cui zucchero, glicerina, acqua e persino latte. Il principio base è comunque lo stesso delle bolle di sapone, gli altri componenti servono solo a rendere la bolla più resistente e la scelta della membrana è legata al fatto che proiettare immagini su una bolla curva è poco utile: gli schermi di solito sono piatti.

Di norma è impossibile proiettare qualcosa su una bolla di sapone: questa all'atto pratico è trasparente e la luce l'attraversa senza lasciare alcuna immagine. I ricercatori giapponesi hanno però scoperto che è possibile rendere opaca una membrana colloidale facendola vibrare ad altissima frequenza, operazione che è stata effettuata avvicinando alla membrana dei piccoli altoparlanti che emettevano ultrasuoni. In questo modo la tensione superficiale della membrana viene modificata ed essa diventa opaca, trasformandosi in una superficie su cui è possibile proiettare immagini.

Inoltre i ricercatori hanno scoperto che l'opacità della membrana cambia con il variare delle frequenze ultrasoniche usate, quindi è possibile modificare il modo in cui essa riflette o lascia passare le immagini proiettate. In pratica hanno realizzato un piccolo schermo trasparente di cui è possibile variare la capacità di riflettere le immagini, un po' come quando si gioca con l'opacità di un Livello di Photoshop.

Una proiezione "tridimensionale" in cui i vari schermi colloidali vengono usati per proiettare immagini diverse

Le applicazioni potenziali di questo progetto sono molte, tanto che i ricercatori giapponesi stanno brevettando il concetto di "schermo colloidale" e le relative tecnologie. Oltre a produrre schermi completamente trasparenti e di opacità variabile, l'approccio dell'Università di Tokyo permette ad esempio di realizzare con relativa semplicità delle rappresentazioni 3D simili agli ologrammi.

Ponendo in sequenza vari schermi colloidali e sincronizzando la loro opacità con la proiezione ad alta frequenza di immagini diverse, si ottiene una rappresentazione "cilindrica" in cui sono contemporaneamente presenti vari piani visuali. Le cose sono molto più chiare guardando il video che abbiamo riportato qui sopra.